Da oggi pomeriggio, sul sito dell’Agenzia delle Entrate, saranno disponibili in modalità consultazione le dichiarazioni 730 già predisposte con i dati in possesso del Fisco o inviati dagli enti esterni, come datori di lavoro, farmacie e banche. In totale, sono più di 1 miliardo e 300 milioni le informazioni trasmesse per le precompilate 2026. Per l’invio del 730 ed eventuali modifiche il semaforo verde è previsto per il prossimo 14 maggio, con deadline ultima al 30 settembre. Nel 2025, si legge in una nota, sono stati 5,4 milioni i 730 inviati direttamente dai contribuenti, di cui 3,2 milioni – quasi il 60% – con la modalità semplificata, che sarà disponibile anche quest’anno.
La digitalizzazione continua così a semplificare il processo dichiarativo, ma resta fondamentale verificare con attenzione ogni singola voce per evitare errori, omissioni o la perdita di agevolazioni fiscali.
Il nuovo modello incorpora infatti le principali modifiche introdotte dalla legge di Bilancio, a partire dalle regole sulle detrazioni per i redditi più elevati fino alle nuove aliquote per i bonus casa e all’aggiornamento delle spese scolastiche detraibili.
Arriva il tetto oltre i 75.000 euro
La novità più rilevante riguarda i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro, per i quali debutta il nuovo sistema di limitazione delle spese detraibili previsto dall’articolo 16-ter del Tuir.
Per chi dichiara un reddito compreso tra 75.000 e 100.000 euro, il massimale di riferimento è fissato a 14.000 euro. Oltre i 100.000 euro, il limite si riduce a 8.000 euro. Questo importo viene poi moltiplicato per un coefficiente che varia in base alla composizione familiare: si parte da 0,50 in assenza di figli a carico, si sale a 0,70 con un figlio, a 0,85 con due figli e si arriva a 1,00 con almeno tre figli o con un figlio disabile.
In termini pratici, il sistema rimodula la capacità di detrazione tenendo conto della struttura familiare, mantenendo però escluse alcune voci considerate prioritarie, come le spese sanitarie, gli interessi su mutui già in essere entro il 31 dicembre 2024, alcune assicurazioni, bonus edilizi pregressi e investimenti in start-up innovative.
Le spese sanitarie
Le spese mediche continuano a rappresentare una delle componenti centrali della dichiarazione dei redditi. La detrazione resta fissata al 19% per la parte che supera la franchigia di 129,11 euro, senza essere soggetta ai nuovi limiti per i redditi elevati.
Rientrano tra le spese agevolabili visite specialistiche, ticket, farmaci, analisi, dispositivi medici certificati e prestazioni sanitarie documentate. È essenziale verificare che dispositivi e strumenti sanitari riportino correttamente la marcatura Ce, mentre restano esclusi parafarmaci e integratori.
Per chi si affida a Caf o intermediari, il nuovo sistema semplifica inoltre la gestione documentale se i dati risultano già acquisiti tramite il Sistema Tessera Sanitaria.
Mutui prima casa: resta la detrazione del 19%
Gli interessi passivi sui mutui contratti per l’acquisto dell’abitazione principale mantengono la storica detrazione del 19% su un tetto massimo di 4.000 euro di interessi passivi annui, con un beneficio massimo di 760 euro.
Per ottenere il beneficio è necessario che l’immobile sia destinato a prima casa e che la residenza venga trasferita entro dodici mesi dall’acquisto, salvo eccezioni particolari previste per esigenze lavorative o categorie specifiche.
Scuola, università e famiglie
Sul fronte dell’istruzione, il 2025 registra un ampliamento del tetto per le spese scolastiche, che sale a 1.000 euro per figlio, rispetto agli 800 euro precedenti. La detrazione resta pari al 19% e comprende rette, mense, gite, corsi integrativi e attività connesse alla frequenza.
Per l’università privata, i limiti continuano a dipendere da area geografica e indirizzo di studio, richiedendo una verifica puntuale delle soglie applicabili.
Previdenza complementare e assicurazioni
I versamenti alla previdenza integrativa si confermano tra gli strumenti fiscali più vantaggiosi, consentendo una deduzione fino a 5.164,57 euro, con effetto diretto sulla riduzione del reddito imponibile.
Anche le assicurazioni vita e infortuni mantengono la detrazione del 19%, con massimale generalmente fissato a 530 euro, nel rispetto dei requisiti previsti dalla normativa.
Bonus casa, le nuove aliquote
Il comparto immobiliare continua a occupare una posizione centrale nel 730. Le spese per ristrutturazione edilizia e riqualificazione energetica vedono confermata nel 2025 una distinzione importante: per l’abitazione principale l’aliquota resta al 50%, mentre per seconde case e altri immobili scende al 36%.
Il bonus mobili conserva il 50% di detrazione su una spesa massima di 5.000 euro, mentre il bonus barriere architettoniche si conferma particolarmente vantaggioso con una detrazione del 75%.
Restano fondamentali il rispetto delle modalità di pagamento richieste, la corretta documentazione tecnica e fiscale, e la verifica delle tempistiche di comunicazione, come nel caso delle pratiche Enea.
Pagamenti tracciabili: requisito decisivo
Per la quasi totalità delle detrazioni, il rispetto dell’obbligo di tracciabilità rappresenta una condizione imprescindibile. Bonifici, carte di credito, bancomat o altri strumenti elettronici diventano essenziali per mantenere il diritto all’agevolazione fiscale.
Una corretta pianificazione documentale, soprattutto per spese condivise tra coniugi o comproprietari, può inoltre consentire una gestione più efficiente della distribuzione fiscale.
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