Il caro vita non risparmia nemmeno gli amici a quattro zampe. E soprattutto chi li accudisce. Nel 2025 mantenere un animale domestico è costato di più a una larga fetta di famiglie italiane, tanto da spingere milioni di proprietari a cambiare abitudini, rinviare cure e interrogarsi seriamente su come sostenere spese sempre più pesanti.
Secondo un’indagine commissionata da Facile.it all’istituto di ricerca EMG Different e condotta a gennaio 2026 su un campione rappresentativo di italiani con uno o più animali da compagnia, sono oltre 13 milioni i proprietari che hanno visto aumentare i costi di gestione del proprio cane o gatto. In media, l’aggravio è stato di 149 euro ad animale nell’arco di dodici mesi. Una cifra che però cresce in modo significativo per chi ha dovuto affrontare imprevisti: per i 4,1 milioni di italiani alle prese con spese veterinarie straordinarie, il conto ha superato i 500 euro.
I numeri restituiscono una fotografia nitida. Nel 2025, mantenere un gatto è costato in media 767 euro l’anno, mentre per un cane la spesa è salita a 1.263 euro. Costi sostenuti complessivamente da oltre 22 milioni di italiani che vivono con un animale domestico. A pesare di più, in entrambi i casi, è il cibo: 358 euro annui per i cani e 240 euro per i gatti. Per i cani, subito dopo arrivano le spese per pet sitter o asili, pari a 202 euro, e quelle veterinarie, che si attestano a 193 euro l’anno. Nel caso dei gatti, invece, il veterinario rappresenta la seconda voce di spesa con 107 euro, seguito da lettiere, sabbie e traverse, che incidono per 82 euro.
Ma è osservando l’andamento dei rincari che emerge il dato più preoccupante. Nel corso del 2025, gli intervistati indicano nei controlli veterinari la spesa cresciuta di più: in media 44 euro in più all’anno per ciascun animale. Un aumento quasi doppio rispetto a quello del cibo, cresciuto di 27 euro, e nettamente superiore a quello delle assicurazioni, che registrano un incremento medio di 20 euro.
Di fronte a questi aumenti, molti proprietari hanno dovuto adattarsi. Circa 2,4 milioni dichiarano di essere costantemente alla ricerca di sconti e promozioni, mentre 1,9 milioni hanno iniziato a privilegiare l’acquisto di formati scorta. Ma il dato che allarma di più riguarda la salute degli animali: quasi 4 milioni di italiani ammettono di aver rimandato visite veterinarie o esami diagnostici per ragioni economiche.
Un comportamento rischioso, perché il monitoraggio della salute degli animali, proprio come per le persone, è fondamentale e la sua assenza può trasformarsi in un pericolo serio. Eppure, nonostante l’aumento dei costi, solo il 22% dei proprietari ha sottoscritto una polizza assicurativa per il proprio cane o gatto. Una quota ancora ridotta se si considera che circa 329.000 persone hanno già beneficiato di un rimborso totale o parziale delle spese veterinarie grazie all’assicurazione.
Il paradosso è che le coperture oggi disponibili hanno costi relativamente contenuti: sul mercato si trovano polizze complete a meno di 20 euro al mese, comprensive sia di assistenza sanitaria sia di responsabilità civile. Non a caso, più di 2,9 milioni di proprietari hanno dichiarato di voler sottoscrivere una polizza a breve.
Il caro vita, insomma, ha raggiunto anche ciotole e ambulatori veterinari. E i consumatori pagano: per gli amici a quattro zampe, questo e altro.
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