Basta un click per comprare e dividere l’acquisto a rate. Semplice, rapido, ma non indolore. Perché il conto arriva dopo. È il fenomeno del Buy Now Pay Later (tradotto: acquista ora e paga più tardi) sempre più diffuso anche in Italia promettendo libertà immediata, ma che può trasformarsi in una trappola fatta di piccoli debiti che si sommano senza farsi notare. A mettere in guardia è la stessa Banca d’Italia che in uno studio diffuso oggi torna a sottolineare i rischi di indebitamento eccessivo legati a questo strumento.
Buy now pay later (Bnpl), a che prezzo?
Il meccanismo è semplice: al momento dell’acquisto, spesso online ma sempre più anche in negozio, si versa una prima quota del costo e il resto viene suddiviso in rate. L’approvazione e l’attivazione è questione di secondi. Niente interessi, almeno all’apparenza, ma basta un ritardo per far scattare costi aggiuntivi.
Il Bnpl è immediato, poco invasivo, quasi impercettibile. Ed è qui che si annida il problema. Perché mentre ogni singolo acquisto sembra sostenibile, la somma di tante piccole rate, magari distribuite tra diversi operatori, può sfuggire di mano. Il debito, in altre parole, diventa meno visibile e quindi più facile da sottovalutare.
Il debito che non si vede ma c’è
Di fatto il Bnpl è un finanziamento a tutti gli effetti, accessibile anche a chi non ha una lunga storia creditizia. In questo senso può persino favorire l’inclusione finanziaria. Ma c’è anche il rovescio della medaglia: meno freni psicologici all’acquisto e una minore percezione del debito contratto. Ciò porta ad acquistare di più, anche quando non ce lo si può permettere, rimandando il problema.
Di solito, infatti, si tratta di importi contenuti, diluiti in tre o quattro pagamenti. Ma quando le rate si accumulano diventa più difficile rimettere in ordine i conti. Soprattutto per chi ha redditi più bassi o una situazione finanziaria già fragile, avverte Bankitalia, il rischio è di accumulare impegni difficili da tenere sotto controllo.
Non solo. Secondo Bankitalia, uno dei nodi critici è la trasparenza: condizioni contrattuali poco chiare, penali non sempre evidenti, e una valutazione del merito creditizio spesso semplificata. In pratica, chi concede il finanziamento potrebbe non avere un quadro completo della reale capacità di rimborso del cliente.
Il fenomeno sta crescendo rapidamente e coinvolge sempre di più le fasce più vulnerabili: famiglie con redditi medio-bassi, poche risorse e già esposte ad altri debiti. Non a caso, il ricorso al Bnpl è frequente proprio tra chi è in ritardo con altri pagamenti.
Le nuove regole in arrivo
Per correre ai ripari, l’Europa ha messo a punto una nuova direttiva sul credito ai consumatori, in arrivo da novembre 2026. Anche queste formule quindi rientreranno in un perimetro normativo più rigoroso, con obblighi più stringenti su trasparenza e valutazione del rischio.
Intanto, i numeri raccontano una crescita impressionante. In Italia, secondo le indagini della Banca d’Italia, l’utilizzo è passato dal 4% delle famiglie nel 2022 al 30% nel 2025, anche se molti lo usano solo saltuariamente. E secondo l’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano, il valore delle transazioni è salito da 1 miliardo nel 2021 a quasi 10 miliardi nel 2025.
A livello globale, il Bnpl ha raggiunto i 342 miliardi di dollari nel 2024, pari a circa il 5% dell’e-commerce mondiale. In Europa il peso è ancora maggiore, con punte molto elevate nei paesi nordici e in Germania.
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