La maggioranza ripropone la riapertura del condono edilizio del 2003. Dopo il tentativo poi fallito di inserire la misura nella legge di bilancio, spuntano tre emendamenti identici al decreto Milleproroghe, presentati di FdI (a prima firma Vietri), Lega (Zinzi) e Fi (Patriarca), che modificano l’articolo 32 del decreto del 2003 e affidano alle Regioni il compito di adottare una legge di attuazione della sanatoria.
“Sono suscettibili di sanatoria edilizia”, si legge nella proposta di modifica, diverse tipologie di illecito (dalle opere realizzate in assenza o in difformità del titolo abilitativo edilizio sia conformi che non conformi alle norme urbanistiche, alle opere di ristrutturazione prive del titolo edilizio, dalle opere di restauro e risanamento conservativo senza titolo abilitativo edilizio alle opere non valutabili in termini di superficie o di volume) “nell’ambito dell’intero territorio nazionale, purché non rientrino nei casi di insuscettibilità assoluta di sanatoria”.
Zone sismiche
Per le costruzioni in zona sismica, si precisa, “ai fini della sanatoria rimane, in ogni caso, ferma la necessità che l’intervento risulti conforme alle norme tecniche per le costruzioni in zone sismiche vigenti sia al momento della realizzazione dello stesso, sia al momento del rilascio del titolo in sanatoria“. L’emendamento affida alle regioni, entro 60 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento, il dovere di “adottare una legge di attuazione” con cui determinare “le possibilità, le condizioni e le modalità per l’ammissibilità a sanatoria”.
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