I Bacco in terracotta di Giuseppe Maria Mazza (Bologna, 1653-1741) ha la postura morbida dei prototipi michelangioleschi e al contempo la virile fisicità dei corpi di Carracci, ma anche la sensualità del “divino” Guido Reni. L’opera, in mostra in questi giorni al Tefaf di Maastricht, è la chicca di un progetto dedicato alla scultura dal neoclassicismo al romanticismo ottocentesco della galleria Brun Fine Art. Il progetto espositivo comprende altre opere antiche come Ragazza che gioca con gli uccelli del tedesco Rudolph Schadow (1786-1822) e i due angeli di Giuseppe Mazzuoli. Nello stand della galleria Altomani & Sons, il posto d’onore è riservato al bronzetto di un Elefante da guerra con soldati della fine del XV secolo, forse il più antico modello di elefante tridimensionale eseguito da un artista che mai vide il pachiderma in carne e ossa.
Quelli appena descritti sono soltanto alcuni degli esempi del fascino che continua a suscitare la scultura antica nel collezionismo internazionale, ma anche della florida stagione che sta attraversando la scultura in generale. È evidente che anche per questo medium, così come per la pittura, esiste uno spartiacque nettissimo tra l’arte del passato e quella di oggi, e sono ancora i moderni e contemporanei a mantenere le redini del mercato. Ma se fino a ieri i due mondi erano lontani anni luce, oggi si fa strada un collezionismo aperto alle contaminazioni.
«In generale la scultura antica dialoga con la pittura coeva all’interno di collezioni coerenti, creando percorsi espositivi che valorizzano il rapporto tra le arti e restituiscono il contesto culturale dell’epoca – sottolinea l’antiquario Carlo Orsi, anch’egli alla fiera di Maastricht – Tra gli stili, la scultura rinascimentale e barocca europea resta molto apprezzata, così come alcuni nuclei di produzione fiamminga e francese del XVII secolo: busti e ritratti marmorei di alta qualità attraggono particolare interesse».
Le cosiddette classifiche, comunque, parlano chiaro e se le compravendite in fiera sono spesso protette dalla riservatezza, le aggiudicazioni in asta sono quelle che fanno testo, e lì stravince il moderno e contemporaneo. Nel 2025 una delle vendite più rilevanti è stata quella di America di Maurizio Cattelan, battuta da Sotheby’s a New York per 12,1 milioni di dollari. L’opera – il celebre water in oro a 18 carati – ha superato la stima iniziale.
Ancora più significativa è stata la vendita dell’Hippopotame Bar di François-Xavier Lalanne, aggiudicato per 31,4 milioni di dollari. Non tutte le opere di fascia altissima hanno però incontrato la stessa domanda. Sempre nel 2025 il busto Grande tête mince di Alberto Giacometti, stimato circa 70 milioni di dollari, è rimasto invenduto. L’episodio, tuttavia, può inserirsi nel complessivo raffreddamento del segmento altissimo.
Per quanto riguarda le fiere, durante l’ultima Art Basel, una scultura in filo metallico dell’americana Ruth Asawa è stata venduta dalla galleria David Zwirner per circa 9,5 milioni di dollari. Nella stessa kermesse, un’Aragosta di porcellana di Jeff Koons è stata venduta dalla galleria Gagosian di New York a oltre un milione di dollari, mentre un bronzo del 1964 di Louise Nevelson ha raggiunto 850.000 dollari. Anche ad Art Basel Paris le sculture hanno registrato risultati significativi: una grande opera figurativa di Thomas Houseago è stata venduta per 5,75 milioni di dollari, mentre lavori di Louise Bourgeois e Camille Henrot hanno trovato acquirenti rispettivamente intorno ai 500.000 e ai 225.000 dollari.
Al di là di questi exploit, nella scultura assistiamo tuttavia a quanto già avviene per gli altri segmenti, ovvero una diminuzione del valore medio delle opere vendute ma un aumento del numero di transazioni. Il segmento più solido resta quello della scultura modernista del Novecento: artisti come Alberto Giacometti, Constantin Brâncuși, Henry Moore e Alexander Calder continuano a dominare il mercato. Il record mondiale per una scultura rimane infatti L’Homme au doigt di Giacometti, venduta nel 2015 per 141,3 milioni di dollari. Nel contemporaneo il mercato appare in rapida evoluzione. Accanto ai nomi consolidati – come Jeff Koons, Louise Bourgeois, Anish Kapoor e Maurizio Cattelan – emergono artisti che hanno registrato forti crescite di quotazione. Tra questi figurano nomi come Simone Leigh, Carol Bove e Huma Bhabha. L’epicentro del mercato restano gli Stati Uniti dove si concentra il 43% delle vendite, seguiti dal Regno Unito e dalla Cina.
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