Il simbolo del “secondo Rinascimento” dell’arte italiana è tutto raffigurato nella posa mistica dell’ultimo Salvator Mundi leonardesco messo in mostra, con un coup de théâtre, da una grande galleria internazionale a Maastricht negli stand di Tefaf, la più prestigiosa fiera d’arte del mondo appena terminata. Il dipinto, una delle venti versioni “de Ganay” attribuite alla bottega vinciana, è stato messo in vendita a un prezzo “su richiesta”, suscitando l’inevitabile morbosa curiosità da parte dell’altolocato pubblico, considerando che nel 2017 un altro esemplare proveniente dalla Cook Collection fu acquistato all’asta da un principe saudita per 450 milioni di dollari.

Ma al di là delle leggende, quel celeberrimo Cristo con l’indice alzato e la mano sinistra che sorregge il globo sembra davvero benedire la magnifica annata dell’arte italiana nel cuore dell’Europa; non quella d’oggi (ahimè snobbata da gallerie e sistema pubblico) ma quella degli old masters dei secoli d’oro che vanno dal Rinascimento al neoclassicismo. La consacrazione è stata sancita non tanto dalla presenza delle 23 gallerie sbarcate in Olanda dal Belpaese, ma dai maggiori espositori internazionali che, nella patria dei fiamminghi, hanno esposto capolavori made in Italy. È un fenomeno che desta ancora più sensazione per il fatto che questa edizione di Tefaf è apparsa particolarmente ricca di opere di alta qualità attirando anche nuove fasce di collezionismo giovane, probabilmente a caccia di rassicurazioni in un mercato dell’arte che, sul contemporaneo, è da qualche anno vacillante e foriero di speculazioni: il clamoroso gap di prezzi tra maestri di ieri e di oggi era evidente anche a Maastricht ed è forse arrivato il tempo di una ridefinizione dei valori nel segno della qualità.
Grandi nomi
Il Salvator Mundi nello stand della Agnews Gallery di Londra è soltanto uno degli esempi del grande omaggio all’Italia da parte delle major internazionali. Tra i dipinti in vendita si distingue il San Girolamo in preghiera del Guercino presentato dalla Tomasso Gallery di Londra, databile 1650. Nella stessa galleria figura anche una scultura di antichità romana, il busto marmoreo dell’imperatrice Annia Aurelia Galeria Lucilla databile al II secolo d.C., accanto a un bronzo raffigurante l’Apollo del Belvedere, replica seicentesca del modello classico realizzata da Giovanni Francesco Susini.

Tra i protagonisti del naturalismo caravaggesco figura il dipinto I dolori di Aminta di Bartolomeo Cavarozzi, presentato dalla Colnaghi di New York. Alla stessa galleria si deve la presentazione di un Ritratto di gentiluomo attribuito a Tintoretto, databile intorno al 1549-1550, venduto a una collezione privata americana. La Lullo Pampoulides di Londra ha esposto una Madonna di Giulio Aristide Sartorio del 1926 e una Giuditta con l’ancella e la testa di Oloferne di Virginia da Vezzo, databile intorno al 1626, contributo importante alla ricostruzione del catalogo della pittrice. Di rilievo anche la Maddalena penitente di Artemisia Gentileschi realizzata intorno al 1620-1622 su rame, riapparsa dopo molti anni in una collezione privata.
Scultura
Ricca di maestri italiani è stata anche la sezione scultorea che ha presentato un raffinato Cristo vivo in bronzo nato dalla collaborazione tra Giambologna e Antonio Susini; lo stesso stand ha esposto un raro elefante in marmo dello scultore milanese Gaetano Monti, databile probabilmente agli anni Ottanta del Settecento, opera di spicco perché deriva dallo studio diretto di un elefante giunto in Europa dall’India nel 1770. Tra le altre opere figurano un Cupido di Giulio Cesare Procaccini e una Natività con i santi Francesco e Lucia in terracotta invetriata di Benedetto Buglioni, presentate dalla Benappi Fine Art di Londra.
Vedutisti veneziani
Ben rappresentato, come di consueto, anche il vedutismo veneziano che nello stand della Charles Beddington Ltd di Londra ha visto diverse opere significative, tra cui una veduta della Piazzetta di San Marco di Francesco Guardi, un dipinto di architettura immaginaria di Antonio Joli e una Giovane donna in costume rinascimentale di Giambattista Tiepolo. Altri capolavori barocchi sono stati presentati dalla britannica Matthiesen Gallery, tra cui un Eraclito e Democrito di Luca Giordano e un’Adorazione dei Magi di Luca Cambiaso. Grande interesse, infine, anche per lo stand della Trinity Fine Art di Londra che ha esposto un San Girolamo di Orazio Gentileschi e una Sacra Famiglia con san Giovanni Battista di Ridolfo del Ghirlandaio.
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