Per il 34esimo anno, Parigi torna a essere la capitale globale del disegno con il Salon du Dessin, la fiera in corso in questi giorni al Palais Brongniart. Si tratta dell’evento più atteso dai veri intenditori e dai collezionisti del disegno antico, moderno e contemporaneo, un genere artistico a torto ritenuto “minore” (soprattutto in Italia) che attraversa secoli di storia e si rinnova nell’arte contemporanea. L’evento che accoglie 39 espositori provenienti da sette Paesi, inclusi 18 galleristi internazionali e quattro nuovi partecipanti, ha come ospite d’onore il Museo d’Arte Moderna di Le Havre (MuMa), con una selezione di 36 disegni che abbracciano diversi stili ed epoche, dal Romanticismo all’Art Déco; come controcanto, il Premio per il Disegno Contemporaneo della Fondazione Daniel & Florence Guerlain celebra i talenti emergenti, l’artista francese Cathryn Boch, il tedesco Simon Schubert e la fiamminga Renie Spoelstra.
Oltre a radunare esperti da tutto il mondo, il Salon rappresenta una cartina tornasole per il mercato del disegno, che negli ultimi anni ha visto una crescente attenzione da parte di collezionisti e case d’asta mondiali. Nonostante rappresenti una nicchia, per varie ragioni questo medium sta vivendo un momento di grande espansione e valorizzazione, con un interesse crescente che abbraccia tutti i periodi storici.
La ragione del successo sta non solo nel crescente apprezzamento dei disegni per il loro valore artistico (a differenza delle grafiche, trattasi comunque di pezzi unici, spesso studi preparatori di opere “maggiori” anche famose), ma anche nella loro accessibilità economica che li rende più appetibili per una nuova generazione di collezionisti. Le opere su carta, infatti, rappresentano un’ottima opportunità di investimento, con un mercato che continua a essere stimolato da fattori economici, dall’interesse crescente per l’arte moderna e contemporanea, e da una riscoperta delle radici storiche della disciplina.
Il mercato dell’antico è il più consolidato, con una forte attenzione per i disegni dei maestri rinascimentali, barocchi e rococò: Old masters come Leonardo, Michelangelo, Rembrandt e Albrecht Dürer continuano a dominare le aste. Ci sono esempi clamorosi, come lo Studio di cavallo di Leonardo venduto da Sotheby’s nel 2021 per la cifra record di 8,6 milioni di dollari, il prezzo più alto mai raggiunto per un disegno del maestro.
Questo tipo di opere non solo attira collezionisti privati, ma è da sempre anche un punto di riferimento per i musei, che continuano a acquisire disegni di maestri storici per arricchire le proprie collezioni. Anche il settore moderno, con artisti come Klimt, Schiele, Picasso, Matisse, Munch e Modigliani sta vivendo una vera e propria rinascita anche per le opere su carta, grazie anche a un crescente riconoscimento del disegno come una forma primaria di espressione artistica. Un esempio fu Tête de Femme di Picasso, ceduta nel 2021 da Christie’s per oltre 40 milioni di dollari, uno dei prezzi più alti mai raggiunti per un’opera su carta del maestro spagnolo.
Il disegno contemporaneo è comunque il settore che ha visto la maggiore crescita negli ultimi anni, con in testa le opere su carta di artisti come Jean-Michel Basquiat, David Hockney, Julie Mehretu e Kerry James Marshall. Un esempio è il disegno del 1981 di Basquiat che fu venduto nel 2022 da Sotheby’s per 14,6 milioni di dollari, battendo il precedente record per una sua opera su carta. Questa crescita è anche alimentata dal cambiamento del profilo dei collezionisti: i nuovi acquirenti sono spesso giovani e dinamici, attratti dalla possibilità di possedere opere di artisti contemporanei a prezzi più contenuti rispetto ad altri media come la pittura o la scultura. Parigi, con il Salon du Dessin, rimane il cuore pulsante di questa rivoluzione, dove il passato e il presente si incontrano per tracciare il futuro del disegno nel mercato globale. Il prestigioso museo MuMa di Le Havre presenta ad esempio in mostra trentasei fogli, tra cui vere e proprie chicche come un’Académie d’Homme di Pierre-Paul Prud’hon e un disegno preparatorio per l’immensa tela Les Romains de la décadence di Thomas Couture; e ancora, una selezione di opere impressioniste, nabis, simboliste e fauviste ampiamente rappresentate nelle collezioni metterà in risalto gli acquarelli di Eugène Boudin, i pastelli di Degas, Sisley, Pissarro e Guillaumin, e i disegni di Henri-Edmond Cross.
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