Altro che líder del pueblo. Mentre il Venezuela sprofondava nella miseria, soffocato da una decennale oppressione, Nicholas Maduro accumulava enormi fortune personali. Quello che emerge dai dossier investigativi emersi dopo l’arresto del dittatore baffuto, non è solo la fotografia di un uomo potente e spietato, ma è il ritratto di un despota che avrebbe utilizzato il potere per tessere una rete globale di ricchezze private.
Per anni Maduro si è autoproclamato erede del chavismo, paladino dei poveri e rivoluzionario al servizio del popolo. Ma dietro quella narrazione ideologica, ecco un’altra immagine: quella di un uomo sospettato di aver accumulato una fortuna tanto enorme quanto opaca, costruita attraverso una rete complessa di società di comodo, prestanome e beni di lusso occultati tra paradisi fiscali e capitali finanziarie di mezzo mondo.

Stime prudenziali di organizzazioni come Transparency Venezuela parlano di un patrimonio che potrebbe aggirarsi attorno a 4 miliardi di dollari, cifra che tuttavia non tiene conto di tutti i beni sospettati ma non ancora rintracciati. Secondo queste analisi, il dittatore avrebbe accumulato negli anni beni di enorme valore: jet privati, gioielli, contanti e proprietà immobiliari in località esclusive, spesso nascoste tramite figure di facciata.
Accanto a questa stima complessiva, le autorità statunitensi sono riuscite a mettere le mani su una parte concreta di questo tesoro. Il Dipartimento di Giustizia degli USA ha infatti annunciato il sequestro di oltre 700 milioni di dollari in beni riconducibili a Maduro e alla sua cerchia. Tra questi figurano villa di lusso in Florida e nella Repubblica Dominicana, aerei privati, veicoli costosi, gioielli e ingenti somme di denaro in contanti. Alla faccia del socialismo estremo predicato dall’ex presidente venezuelano.
Stando a quanto si apprende, tra le ville finite sotto confisca c’è una residenza di prestigio a Cap Cana, nella Repubblica Dominicana, con vista sull’oceano, piscine e servizi extra-lusso, acquistata attraverso prestanome e legami internazionali che, secondo gli investigatori americani, portano direttamente al regime chavista. Sempre negli Stati Uniti sono emerse proprietà di prestigio a Miami, in quartieri come Coral Gables e Sunny Isles Beach, noti per l’elitè che vi risiede.
Financial Express
Al di là dei beni materiali già intercettati, restano molte zone d’ombra. Molti analisti sottolineano che le cifre ufficiali – come la già citata stima di 3,8 miliardi di dollari – potrebbero essere solo la punta di un iceberg. La ricchezza reale, secondo fonti investigative, potrebbe essere molto più alta se fossero contati tutti gli account offshore, le proprietà intestate a prestanome e gli investimenti nascosti in settori strategici come l’estrazione mineraria e il commercio dell’oro.
Quello che emerge è lo scarto abissale tra la narrazione pubblica di Maduro come leader “del popolo” e la realtà di un uomo che ha probabilmente usato lo Stato come una cassaforte personale.
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