L’economia e il marketing c’entrano anche stavolta. Il 22 febbraio scorso, le principali reti televisive italiane hanno trasmesso uno spot storico della Sip, la Società Italiana per l’Esercizio delle Telecomunicazioni, realizzato oltre trent’anni fa con protagonista Massimo Lopez, volto noto del teatro e della tv. Ambientato in un fortino polveroso da western, lo spot ritraeva Lopez davanti a un plotone di esecuzione, pronto a esprimere un ultimo desiderio. Da lì, la celebre gag con una conversazione telefonica infinita e l’altrettanto famoso slogan: “Una telefonata allunga la vita”. Per i telespettatori, in larga parte sorpresi e incuriositi, non un remake ma una riproposizione integrale dell’originale reclame.
La scelta è riconducibile Tim, attuale erede industriale della Sip, e sembra legata al Festival di Sanremo 2026, di cui l’azienda è Main Partner dal 24 al 28 febbraio. Al momento non sono stati diffusi dettagli ufficiali su un’eventuale campagna strutturata o su un’iniziativa celebrativa specifica. Con l’inizio del Festival, però, tutto dovrebbe diventare più chiaro. In un contesto televisivo ad altissima visibilità, il ritorno dello spot rappresenterebbe un’operazione di marketing basata sulla nostalgia, capace di rafforzare l’identità del brand e il legame con il pubblico.
Tim aveva già valorizzato il proprio archivio storico nel 2020, con uno spot istituzionale che raccontava l’evoluzione dalle cinque concessionarie degli anni Venti alla Sip del 1964, alla trasformazione in Telecom Italia nel 1994 e alla nascita del marchio Tim nel 1995, fino all’unificazione dei due brand nel 2016 e alle tecnologie più recenti, dal digitale alle reti 5G. Stavolta la strategia è diversa: non si narra il passato, ma lo si fa rivivere nella sua forma originale con tutta la potenza di un sistema mediatico oggi molto più forte e interconnesso.
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