Pandora meno brillante agli occhi del mercato. Il colosso danese dei gioielli crolla alla Borsa di Copenaghen, arrivando a lasciare sul terreno oltre il 13%, penalizzato da prospettive di crescita più deboli del previsto dopo un Natale deludente, in particolare sul mercato statunitense. A pesare sulla performance generale contribuisce anche il forte aumento dei prezzi dell’argento, materia prima chiave per il gruppo.
La società ha rivisto al ribasso le stime per il 2025, indicando ora una crescita organica dei ricavi attesa al 6%, contro la precedente forchetta del 7-8%. Una revisione che riflette un contesto macroeconomico complesso, caratterizzato da una fiducia dei consumatori fragile e da un rallentamento più marcato in Nord America nel quarto trimestre. A questo si aggiungono pressioni sui costi legate sia al rincaro delle materie prime, in primis l’argento, sia all’impatto dei dazi.
Negli ultimi mesi anche gli analisti hanno iniziato a mostrare maggiore cautela. HSBC ha messo in discussione la capacità di Pandora di mantenere un percorso di crescita sostenuta nel medio termine, proprio a causa dell’impennata dei prezzi dei metalli preziosi. Secondo la banca britannica, l’utile operativo (Ebit) del gruppo potrebbe risultare inferiore del 4% nel 2026 e del 6% nel 2027 rispetto alle precedenti stime. L’argento, componente essenziale per la maggior parte delle collezioni Pandora, è diventato sensibilmente più costoso e rischia di comprimere i margini futuri. Nell’ultimo anno il gruppo ha già aumentato i prezzi di oltre il 10% per compensare l’incremento dei costi, ma secondo HSBC lo spazio per ulteriori ritocchi appare ormai limitato.
Sul fronte manageriale, Pandora apre una nuova fase. Dal 1° gennaio 2026 Berta de Pablos-Barbier ha assunto il ruolo di amministratrice delegata. «Come nuovo CEO, il mio obiettivo sarà affrontare l’attuale contesto di mercato, ridurre la nostra esposizione alle materie prime e correggere la rotta in aree selezionate per accelerare una crescita redditizia», ha dichiarato. «Pandora continua a vedere significative opportunità di sviluppo inesplorate come marchio di gioielleria completo. I nostri fondamentali sono solidi».
Il prossimo 5 febbraio, in occasione della presentazione dei risultati annuali, la nuova CEO illustrerà le priorità strategiche per il 2026, includendo un aggiornamento sui piani per mitigare l’impatto delle materie prime e proteggere i margini attraverso innovazione e creatività. Un appuntamento atteso dal mercato, chiamato a valutare se il gruppo saprà ritrovare brillantezza dopo un avvio d’anno in chiaroscuro.
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