Alta tensione sui mercati dopo che il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha preso di mira la Federal Reserve in un’indagine in merito alla ristrutturazione da 2,5 miliardi di dollari della sede centrale della Banca centrale statunitense a Washington.
Jerome Powell ha bollato l’inchiesta come un pretesto per attaccare l’indipendenza della Fed alimentando i timori sull’indipendenza della banca centrale Usa e i mercati oggi reagiscono nervosamente con Borse in calo e corsa ai beni rifugio. I futures di Wall Street viaggiano tutti in calo (-0,85% quello sul Nasdaq e -0,65% quello sull’S&P 500), mentre l’oro stamattina ha toccato nuovi record con futures scadenza febbraio 2026 per la prima volta sopra i 4.600 dollari l’oncia. Balzo anche dell’argento che si è portato a ridosso degli 85 dollari. Contestualmente, anche le proteste in Iran hanno sostenuto la domanda di beni rifugio.
Molti investitori considerano l’inchiesta contro la Fed una seria sfida all’indipendenza della Federal Reserve e un’ulteriore escalation degli sforzi dell’amministrazione statunitense per spingere verso un abbassamento dei tassi di interesse. “Qualsiasi percezione di erosione dell’indipendenza della banca centrale potrebbe ridurre l’attrattiva degli asset statunitensi per gli investitori globali, creando un clima di maggiore incertezza e accelerando potenzialmente i flussi verso asset rifugio come l’oro. In questo contesto, c’è spazio per un ulteriore rialzo dei prezzi dell’oro”, sottolinea Ricardo Evangelista, senior analyst di ActivTrades.
Powell attacca la Casa Bianca: inchiesta è un “pretesto”
L’indagine che coinvolge la Fed, stando alle fonti, include una verifica puntuale di quanto dichiarato dal numero uno della Fed sul progetto oltre a un esame dei registri delle spese, ed è stata approvata a novembre da Jeanine Pirro, storica alleata del presidente Trump, nominata a capo dell’ufficio l’anno scorso.
Il presidente della Fed, Jerome Powell, ha definito l’inchiesta un “pretesto” per alzare ulteriormente il livello dello scontro non nuovo tra Federal Reserve e Casa Bianca. Dietro, afferma il presidente della Banca centrale, c’è in realtà la continua lotta con l’amministrazione sui tassi di interesse. “La minaccia di accuse penali è una conseguenza del fatto che la Federal Reserve fissa i tassi di interesse sulla base della nostra valutazione di ciò che è nell’interesse pubblico, piuttosto che seguire le preferenze del presidente”, ha dichiarato Powell.
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