Per chi vuole un’adeguata remunerazione della propria liquidità le opzioni non mancano. Diversi istituti di credito offrono tassi vantaggiosi sulle somme parcheggiate sul conto corrente, anche se spesso solo per un periodo di tempo prestabilito in via promozionale. In prima linea ci sono i player digitali che si avvantaggiano di una struttura di costo più snella e utilizzano il fattore remunerazione per attrarre nuova clientela. «La corresponsione di tassi attivi sui conti correnti è finalizzata soprattutto all’acquisizione di nuova clientela», conferma Joseph Altamore, manager di Segugio.it. Con una giacenza di 20mila euro, oggi è possibile ottenere un rendimento annuo lordo intorno al 2%, pari a circa 260 euro netti in dodici mesi. Non tutte le offerte hanno natura temporanea. Infatti, ultimamente la strategia portata avanti in maniera abbastanza uniforme dalle app bancarie è offrire tassi attivi in linea con quelli applicati dalla Bce o con i rendimenti monetari per attirare clienti verso i servizi di pagamento e, progressivamente, verso un ecosistema più ampio di prodotti finanziari. Le tedesche Scalable Capital e Trade Republic remunerano la liquidità dei clienti con un tasso lordo del 2%, senza vincoli e senza scadenze promozionali. «In meno di due anni di conto remunerato abbiamo restituito ai clienti europei oltre 2,5 miliardi di euro di interessi», sottolinea Luca Carabetta, country manager Italy di Trade Republic, che ha superato i 10 milioni di clienti in Europa e conta oltre 500 mila utenti in Italia. «Siamo una banca a tutti gli effetti – spiega Carabetta – ma con il dna di un’azienda tecnologica: questo ci consente di scalare rapidamente, entrare in nuovi mercati e ampliare l’offerta. Per una banca tradizionale adeguarsi con la stessa velocità è molto più complesso».
Similare la strategia di Revolut, che esattamente 12 mesi fa ha lanciato in Italia i conti deposito senza vincoli e ad oggi i risparmiatori italiani detengono oltre 670 milioni di euro su questo prodotto, che riconosce interessi giornalieri fino al 2,5% annuo lordo, variabili in base al piano sottoscritto. Rispetto alle concorrenti tedesche, la fintech anglo-lituana chiede ai propri clienti di spostare la liquidità sul conto deposito svincolato – quindi la liquidità è sempre disponibile all’occorrenza a differenza dei classici conti deposito vincolati che privano della liquidità per lassi di tempo prefissati (da 1 a 5 anni) – ma va a richiedere un’operazione in più ai proprio clienti, non remunerando di fatto tutta la giacenza e andando a privare degli interessi i clienti poco reattivi nel gestire la liquidità che transita sul conto.
A puntare con forza sulla leva della remunerazione è anche l’iberica BBVA che attualmente corrisponde un tasso di interesse base pari all’1,5% lordo per i suoi correntisti. «È indubbiamente un’arma per strappare clienti alle banche tradizionali», osserva Walter Rizzi, country manager Italia della versione digitale della banca spagnola che mira a superare quest’anno il milione di clienti in Italia. «La vera differenza la fa un meccanismo sostenibile, che non sia solo una promozione temporanea ma una promessa di lungo periodo», aggiunge Rizzi che vede con favore l’aumento della platea delle banche digitali che offrono conti remunerati in quanto «aumenta la consapevolezza tra i potenziali clienti dei vantaggi dei conti remunerati, che in Italia risultano ancora meno diffusi rispetto ad altri Paesi europei in quanto molto spesso i correntisti italiani mostrano ancora una certa pigrizia dando ancora importanza alla relazione con la banca tradizionale preferendo zero interessi piuttosto che essere remunerati da banche evolute».
Nel panorama della remunerazione, oltre ai classici conti deposito con tassi che arrivano anche in area 3%, si inseriscono anche attori ibridi come la paytech Satispay che propone un “salvadanaio remunerato” che corrisponde fino al 2,24% di interessi lordi attraverso un fondo monetario Amundi, con costi non trascurabili (0,44%). Tassi simili per il Deposito Supersmart Premium di Poste Italiane, della durata di un anno e che si fregia però della tassazione agevolata del 12,5% (meno della metà rispetto al 26% previsto per i conti deposito).
Le banche senza sportello, e in particolare le versioni più evolute delle app bank – capitanate da Revolut che in Italia marcia al ritmo di quattro nuovi clienti al minuto – hanno l’ambizione di soffiare alle banche fisiche il ruolo di istituto di credito di riferimento. Ma al momento tra gli addetti ai lavori prevale la cautela. Il range di servizi offerti dalle neobanche è ancora non completo e gran parte della clientela che si è aperta al mondo delle app bank continua a mantenere un contro principale presso una banca tradizionale.
La partita è appena iniziata. Ad oggi i conti remunerati rappresentano soprattutto un’esca, ma presto potrebbero diventare il nuovo standard competitivo di un sistema che, per anni, ha fatto cassa sulla pigrizia dei correntisti.
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