A settembre del 2024 l’ex sindaca di Torino in quota al Movimento 5 Stelle, Chiara Appendino, è stata rieletta vicepresidente della Federazione Italiana Tennis e Padel (Fitp) consolidando il suo rapporto già stretto con il presidente Angelo Binaghi. Un sodalizio che ha portato alla realizzazione delle Atp Finals nel capoluogo piemontese. «A trascinarci per i capelli è stata una sindaca esuberante, ex tennista, che si era messa in testa che la sua città dovesse avere le Finals», ha raccontato Binaghi in una recente intervista.
Effetto Sinner
Di certo, con Jannik Sinner numero uno al mondo e le vittorie di tutto il dream team azzurro il tennis italiano si è trasformato in una macchina economica che genera ricchezza e attrae robusti investimenti dall’estero. In 25 anni i tesserati sono decuplicati, passando da 122mila a 1 milione 250 mila. Nel 2025 la Federtennis ha registrato per la prima volta i ricavi più alti tra tutte le Federazioni (i bilanci consuntivi saranno approvati in primavera), calcio incluso. I conti dello scorso anno sono infatti stati chiusi con un valore della produzione di oltre 230 milioni a fronte di un giro d’affari che per la Figc dovrebbe attestarsi poco sopra 200 milioni.
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Ebbene, approfittando di questo momento eccezionale per il tennis, la vicepresidente Appendino avrebbe suggerito a qualche membro del consiglio federale di destinare una quota di questi introiti straordinari per giocare un’altra partita, quella sul campo del risiko editoriale. Come? Partecipando all’acquisizione del quotidiano torinese La Stampa. Dopo l’annuncio della trattativa esclusiva tra la società Gedi di John Elkann e la Sae di Alberto Leonardis, due istituzioni finanziarie locali come Compagnia di San Paolo e la Fondazione Crt hanno smentito il coinvolgimento nella cordata che era stato ventilato da fonti vicine a Gedi.
Lo Slam
La “pazza idea” dell’ex sindaca tennista e deputata grillina sarebbe dunque di far scendere in campo la Federtennis e partecipare al grande torneo di carta. L’accoglienza sarebbe però stata assai fredda. La federazione ha infatti ben altre ambizioni, come portare uno Slam in Italia e per farlo servono risorse adeguate. E poi ci sarebbe un problema relativo allo statuto che fissa dei vincoli molto chiari su come i fondi federali possono essere impiegati. Ovvero rigorosamente per scopi istituzionali e sportivi.
Meglio non confondere il campo da gioco con il campo di influenza. Dalla retorica dell’“uno vale uno” ai milioni che valgono tutto il resto, il salto di Appendino è stato più rapido di un servizio di Sinner ma, almeno per ora, l’operazione è rimasta confinata negli spogliatoi.
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