Parigi è pronta a ingaggiare una nuova battaglia contro Shein: Serge Papin, ministro francese per le piccole e medie imprese, ha detto che le piattaforme online a basso prezzo dovranno affrontare un “anno di resistenza”, aggiungendo che fanno concorrenza sleale alle catene francesi.
Il ministro ha poi rincarato la dose dicendo che è “ingiusto” che i negozi fisici siano responsabili della merce che vendono sugli scaffali, mentre le piattaforme online no: “Dobbiamo ovviamente proteggerci, c’è concorrenza sleale, devono rispettare le regole a tutela dei consumatori (applicate ai rivenditori francesi)”, ha affermato.
Papin ha poi sganciato una vera e propria bomba: due parlamentari francesi stanno preparando una proposta di legge che consentirebbe al governo di sospendere le piattaforme online senza la necessità di un’approvazione da parte del tribunale.
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Non è il primo tentativo del governo francese di bandire Shein e la guerra si è fatta più aspra dopo che il colosso cinese della moda low cost ha aperto il suo primo negozio fisico a Parigi, la capitale della moda e del lusso.
Pochi giorni dopo l’annuncio, si è scoperto che il sito vendeva anche bambole sessuali dall’aspetto infantile, così il governo ha colto al volo l’occasione per chiedere alla magistratura di sospenderlo. Richiesta respinta in primo grado a dicembre, cosa che spinto il governo francese a fare appello. Ma con la nuova legge potrebbe non essere neanche più necessario passare dal giudice per oscurare siti sgraditi.
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