Gli analisti accolgono con favore i numeri 2025 di Banco Bpm. L’istituto di piazza Meda ha chiuso l’anno con un utile netto di 2,08 miliardi di euro, superando i target del piano (1,95 mld). I ricavi, saliti del 4,4% a 5,95 miliardi di euro, hanno beneficiato della spinta delle commissioni (+21,4% a 2,49 miliardi), a cui ha contribuito il consolidamento di Anima, ammortizzando il sensibile calo del margine di interesse (-9,1% a 3,13 miliardi).
La banca meneghina ha deciso di proporre una cedola di un euro ad azione, pari a un monte dividendo di 1,5 miliardi di euro, portando la distribuzione complessiva nell’ultimo biennio a 3 miliardi. L’istituto guidato da Giuseppe Castagna conferma l’obiettivo di restituire agli azionisti oltre 6 miliardi nel quadriennio 2024-2027.
Sul tema governance, il banchiere campano ha assicurato che anche con l’ingresso in cda dei rappresentanti di Credit Agricole la banca continuerà ad essere guidata in modo indipendente e “non cambierà niente”.
Analisti promuovono i conti
Guardando all’ultimo trimestre del 2025, gli analisti di Deutsche Bank sottolineano come l’utile netto di 417 milioni di euro abbia superato le loro previsioni dell’11% e quelle di consensus del 18% grazie ai solidi ricavi core. Il margine di interesse netto e le commissioni hanno superato le nostre aspettative del 2%, mentre i costi operativi e il costo del rischio sono rimasti in linea con le previsioni, rispettivamente a +6% su base annua e 57 punti base.
Le prospettive per il 2026 e il 2027 rimangono positive a nostro avviso – prosegue Deutsche Bank che ha rating buy sul titolo con tp a 13,30 euro – con Bpm che punta a un dividendo per azione di 1 euro nel 2026 nonostante gli aumenti fiscali e i costi una tantum. Vediamo un ulteriore miglioramento nella generazione di capitale. Il target di 2,15 mld di utile nel 2027 indicato dalla banca è in linea con le attese di Deutsche Bank.
“Siamo al di sopra della guidance della società, ma rivediamo solo marginalmente le nostre stime e vediamo margini per potenziali sorprese in termini di capitale/distribuzione”, asseriscono invece gli analisti di Barclays che aumentano la stima di EPS rettificato dell’1% per il triennio 2026-2028 e mantengono invariato il target price a 15,5 euro.
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