Le tensioni sul prezzo del petrolio a causa della guerra in Iran accelerano gli accordi sul greggio venezuelano: Chevron e Shell stanno per concludere i primi importanti accordi di produzione di petrolio con Caracas dopo la cattura di Nicolás Maduro.
Per quel che riguarda Chevron, ha concordato con le autorità venezuelane termini preliminari per espandere il più grande progetto petrolifero del colosso Usa nel Paese, Petropiar, situato nell’Orinoco.
L’accordo darebbe a Chevron il diritto di produrre petrolio nell’area Ayacucho 8, cosa che permetterebbe alla compagnia di aumentare in modo significativo la produzione e l’esportazione di petrolio extra-pesante.
Chevron punta inoltre a ottenere una riduzione delle royalties e ad altri incentivi fiscali e commerciali previsti dalla nuova legge per lo sviluppo di nuovi giacimenti di petrolio e gas. La compagnia petrolifera statale Petróleos de Venezuela (Pdvsa) aveva completato l’esplorazione e la valutazione dell’area Ayacucho circa vent’anni fa, ma il giacimento è rimasto in gran parte non sviluppato.
L’Orinoco
Il progetto potrebbe trasformare Chevron nel più grande produttore privato nella fascia petrolifera dell’Orinoco, che contiene oltre tre quarti delle riserve totali di petrolio del Venezuela.
Secondo un documento di PDVSA visionato da Reuters, il mese scorso Chevron e Pdvsa producevano circa 90.000 barili al giorno di petrolio Hamaca migliorato e 20.000 barili al giorno di vacuum gasoil a Petropiar. La produzione totale del Venezuela è attualmente di circa 1,05 milioni di barili al giorno.
Accordi preliminari
Nel frattempo Shell ha firmato la scorsa settimana accordi preliminari su petrolio e gas con il Venezuela, durante una visita a Caracas del segretario degli Interni degli Stati Uniti Doug Burgum. Il governo venezuelano non ha reso pubblici i dettagli degli accordi né i giacimenti coinvolti.
Secondo un documento riassuntivo ufficiale, Shell intende sviluppare i giacimenti Carito e Pirital nella regione Monagas North, nel Venezuela orientale. Queste sono tra le poche aree del paese in grado di produrre petrolio leggero e medio e gas naturale, molto richiesti dalle compagnie petrolifere perché utilizzati per miscelare e facilitare l’esportazione del petrolio pesante venezuelano.
Shell ha confermato di aver firmato diversi accordi con il governo venezuelano, con le società di ingegneria Vepica e KBR, e con la società di servizi petroliferi Baker Hughes. Gli accordi formalizzano l’intenzione della compagnia di sviluppare varie opportunità nel paese, tra cui gas offshore, petrolio e gas onshore, attività di esplorazione, sviluppo industriale locale e formazione della forza lavoro. Tuttavia Shell non ha divulgato i dettagli specifici dei giacimenti coinvolti.
La regione Monagas North rientra anche nella strategia più ampia di Shell focalizzata sul gas naturale, grazie alla vicinanza alle infrastrutture esistenti e alle aree dove si verifica il maggiore gas flaring, ovvero la combustione del gas in eccesso. In passato Shell, insieme alla compagnia francese Maurel & Prom e ad altre aziende, aveva elaborato piani per ridurre questo fenomeno costruendo infrastrutture per catturare il gas, trattarlo e trasportarlo per l’esportazione, probabilmente attraverso Trinidad.
L’area di Punta de Mata, che comprende i giacimenti Pirital, Carito e il vicino campo El Furrial, il mese scorso ha prodotto circa 94.000 barili di petrolio al giorno e circa 1,03 miliardi di piedi cubi di gas al giorno. Di questo gas, circa 350 milioni di piedi cubi al giorno sono stati bruciati in torcia.
Le altre negoziazioni
Pdvsa e il ministero del Petrolio venezuelano stanno negoziando con circa una dozzina di partner di joint venture interessati ad espandere le operazioni in giacimenti vicini, aree mature o nuovi blocchi ancora da sviluppare, dove è necessario costruire infrastrutture.
Tra le aziende che stanno cercando di ampliare i propri progetti per aumentare la produzione di petrolio e gas ci sono anche la spagnola Repsol e Maurel & Prom. Repsol è il partner straniero con il più grande credito da recuperare in Venezuela, con oltre 5 miliardi di dollari accumulati durante il periodo delle sanzioni.
Chevron e il governo venezuelano stanno inoltre negoziando per la restituzione al Venezuela di due aree offshore di gas naturale non sfruttate nel progetto Plataforma Deltana, situato al confine marittimo con Trinidad e Tobago, che potrebbero essere nuovamente offerte a investitori privati.
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