Non bastano i rincari di benzina, voli aerei, bollette: la stangata legata alla guerra in Iran colpisce anche i detersivi, tanto che Unilever si appresta ad aumentare i prezzi degli spray per la pulizia e detersivi per il bucato. I prodotti per la cura della casa infatti sono particolarmente esposti all’aumento dei prezzi delle materie prime perché includono derivati dai petrolchimici e hanno margini contenuti.
“L’aumento dei prezzi è davvero la nostra ultima risorsa,” ha dichiarato giovedì il direttore finanziario Srinivas Phatak, rifiutandosi di indicare quando i prezzi aumenteranno e di quanto. Unilever, che controlla marchi come Svelto e Coccolino, adotterà “piccole misure” che non danneggeranno le performance, ha aggiunto.
Le previsioni di vendita di Unilever
Il gruppo ha inoltre confermato le previsioni di vendita per il 2026, anche se prevede di rivederle nel prossimo trimestre quando l’impatto del conflitto in Medio Oriente sarà più chiaro. Si attendono costi aggiuntivi fino a 500 milioni di euro (585 milioni di dollari) legati alla guerra.
Nel complesso, i costi dovrebbero aumentare tra il 2,7% e il 3,3% quest’anno a causa dell’inflazione e di altri fattori, un livello che Phatak ha definito “gestibile”.
La situazione di P&G
Difficoltà anche per Procter & Gamble che si appresta a registrare il sesto trimestre consecutivo di calo dei margini lordi. Il colosso che produce Dash, Gillette, Pampers e Oral-B si trova a fronteggiare una domanda altalenante e nuove pressioni sui costi derivanti dal conflitto in Medio Oriente.
Secondo i dati elaborati da Lseg, si prevede un calo del margine di profitto lordo di P&G per il terzo trimestre dello 0,03%.
Le azioni P&G hanno perso quasi il 15% dall’inizio del conflitto in Iran a fronte di un calo di circa il 7,4% dell’indice S&P 500 Consumer Staples. L’indice di riferimento S&P 500 è invece salito di circa il 4%, toccando i massimi storici dopo il cessate il fuoco.
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