Se da un lato l’Iran sta intensificando gli attacchi alle petroliere nello Stretto di Hormuz, dall’altro sta selettivamente permettendo ad alcune navi di passare in modo da favorire Paesi considerati amici. Una fonte del governo indiano ha annunciato infatti che Teheran consentirà il transito nello Stretto di Hormuz alle petroliere battenti bandiera indiana. I ministri degli Esteri dei due Paesi hanno avuto tre colloqui negli ultimi giorni e l’ultimo, questa settimana, si è concentrato su “questioni relative alla sicurezza della navigazione e alla sicurezza energetica dell’India”.
Porto sicuro
L’India ha offerto un porto sicuro a 183 marinai iraniani provenienti da una nave che è attraccata dopo lo scoppio della guerra. Nuova Delhi inoltre aveva permesso a tre navi iraniane, partite dopo un’esercitazione navale nel Golfo del Bengala, di attraccare, ma una è stata successivamente affondata da un sottomarino statunitense in acque internazionali, e un’altra ha chiesto assistenza allo Sri Lanka.
La Cina
Negli ultimi giorni il petrolio iraniano ha ripreso a uscire dallo stretto, ma non quello che proviene degli altri Paesi del Golfo. Ed è diretto solo verso la Cina, considerata il principale alleato del regime degli ayatollah. L’export iraniano, secondo le stime di Kpler, avrebbe raggiunto i 2,1 milioni di barili al giorno: poco più di prima dell’inizio delle ostilità.
L’attacco
Allo stesso tempo, l’Iran continua ad attaccare le altre petroliere. Mercoledì notte è stata colpita la Zefyros, battente bandiera maltese. Secondo le informazioni di Lloyd’s List Intelligence, citate da Reuters, l’imbarcazione sarebbe legata a interessi marittimi greci. La società che ne gestisce i business sembra essere la Cygnus Tankers Limited, con sede nel Regno Unito.
Secondo la Cnn, la nave è di proprietà della società greca Benetech Shipping, della famiglia Michael. La petroliera è stata colpita poco prima della mezzanotte di mercoledì, non si sa se da mine marine o da droni, mentre si trovavano nelle acque territoriali irachene.
Isole Marshall
Oltre alla Zefyros, nello stesso attacco è stata colpita anche la Safesea Vishnu, una nave battente bandiera delle Isole Marshall di proprietà della statunitense Safesea Transport Inc. Almeno un marinaio è rimasto ucciso, mentre altre 38 persone sono state tratte in salvo.
Dall’inizio del conflitto sono state attaccate almeno 16 navi nello Stretto di Hormuz.
Leggi anche:
Iran, non solo petrolio: nel sottosuolo un tesoro di terre rare
Iran e crisi del petrolio, perché le rotte alternative a Hormuz non funzionano
© Riproduzione riservata