La sostituzione dello schermo dello smartphone con un paio di occhiali intelligenti è da anni il chiodo fisso del fondatore e ceo di Meta Mark Zuckerberg. Il 2025 è stato l’anno in cui, per la prima volta, dopo numerose false partenze da parte delle principali aziende tecnologiche del mondo, questo prodotto ha iniziato a prendere piede. Le vendite dei Ray-Ban Meta realizzati dalla casa madre di Facebook ed EssilorLuxottica, il colosso dell’occhialeria guidato da Francesco Milleri, hanno superato i 7 milioni di unità lo scorso anno. Nonostante il successo, il titolo di Essilux ha mostrato segni di vulnerabilità in Borsa, bruciando in quattro mesi quasi il 35%. Strizzando le palpebre però questa discrepanza non stupisce. Le vendite del quarto trimestre sono cresciute del 12,1% su base annua, raggiungendo i 7,6 miliardi. La spinta è arrivata principalmente dagli occhiali con intelligenza artificiale integrata che però pesano molto sulla redditività: il margine operativo rettificato è in calo di 70 punti su base annua. Il motivo è evidente: la tecnologia con cui questi dispositivi indossabili sono realizzati è troppo cara e l’effetto trascinante sulle vendite edulcora i margini a causa degli elevati costi di produzione. «Affinché il prodotto generi valore EssilorLuxottica dovrebbe monetizzare il software» ritengono gli analisti di AlphaValue, che non vedono questo scenario «imminente». Iniziano infatti a emergere le prime frizioni tra Meta ed EssiLux.
Meta punta sulla quantità e secondo Bloomberg sta spingendo per tagliare i prezzi dei listini e accelerare la diffusione degli occhiali, in modo da transitare rapidamente verso quel mondo liberato dagli schermi sognato da Zuckerberg. EssilorLuxottica sembra invece dell’opinione opposta ed è attenta ai ricavi e al posizionamento di mercato. Al netto del fatto che l’accordo tra le due società è stato esteso per dieci anni a partire dal 2024 e nel 2025 Meta ha acquistato una quota del valore di circa 3,5 miliardi euro nel capitale di EssilorLuxottica, portando la sua partecipazione quasi al 3%. Da notare anche che Rocco Basilico, membro della famiglia Del Vecchio e detentore del 12,5% di Delfin, la holding di famiglia, ha deciso di lasciare la guida della divisione dei dispositivi indossabili dell’azienda. Era stato lui, nel 2019, a incontrare per primo Zuckerberg e a dare il via alla collaborazione tra le due società.
Uno dei segmenti più delicati è quello della linea di occhiali Nuance Audio, dotati di una montatura che integra funzionalità simili a un apparecchio acustico, pensati per chi ha difficoltà uditive. Il prodotto è stato lanciato nel 2025 e un anno dopo è il momento di guardare ai risultati. L’idea è quella di combattere lo stigma che circonda chi ha problemi di udito e si trova costretto a indossare apparecchi scomodi e ingombranti. La tecnologia di cui sono fatti i Nuance Audio è composta da un sistema con microfoni e altoparlanti incorporati che amplificano i suoni. Non è chiaro però quali siano i risultati portati a casa fino ad ora da questo prodotto e gli analisti sembrano scettici. «Il management ha indicato che Nuance Audio sta chiudendo il suo primo anno con segnali promettenti, ma non sono state fornite prove concrete. Restiamo scettici sul reale successo del prodotto» scrivono ancora gli analisti di AphaValue. Da notare che infatti che a partire dal 6 gennaio scorso, le montature Nuance Audio sono state proposte in vendita con uno sconto del 30%.
Sullo sfondo c’è anche il tema della concorrenza. Ora che il mercato è maturo per accogliere questo tipo di prodotto, tutte le big della tecnologia si stanno muovendo. Apple ha avviato le ricerche per sviluppare un paio di occhiali leggeri e indossabili con IA integrata. Alphabet, dopo il flop dei Google Glass anni fa, sta tentando il rientro attraverso una collaborazione con Warby Parker con l’ambizione di unire l’eleganza dei design dell’azienda ottica con la potenza di Gemini. C’è poi il debutto di OpenAI che sta lavorando a un progetto con Jony Ive, storico designer di Apple.
Per non parlare delle aziende cinesi. Alibaba ha recentemente presentato al Mobile World Congress di Barcellona la nuova linea di lenti alimentata da Qwen, il suo modello linguistico intelligente. E a differenza dei Ray-Ban Meta, questi dispositivi sono intrecciati ai servizi di pagamento come Alipay e Taobao. Xiaomi invece ha sviluppato un modello di lenti dotati di una straordinaria autonomia: i Mijia, utili per ascoltare la musica, telefonare e usare l’intelligenza artificiale tramite comando vocale.
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