Contro la crisi del lusso, i colossi della moda mettono in campo una nuova strategia e puntano sui negozi fisici, invertendo la tendenza che vede da anni continue chiusure delle vetrine in tutta Europa. Solo in Italia fra il 2020 e il 2025 sono scomparsi 156mila punti vendita del commercio al dettaglio e ambulante, con conseguente rischio desertificazione delle città.
Le vie del lusso
Le principali vie dello shopping di lusso del Vecchio continente hanno registrato un aumento del 13% nelle nuove aperture lo scorso anno, secondo i dati raccolti dalla società globale di intermediazione immobiliare Cushman & Wakefield Ltd. I marchi controllati da Lvmh, Kering e Richemont hanno rappresentato quasi un terzo di questi negozi.
In Europa ci sono state 96 aperture nel 2025, in aumento rispetto all’anno precedente ma al di sotto delle 107 del 2023. Parigi, che aveva registrato un calo nel 2024, ha rappresentato poco più di un quinto delle nuove aperture.
Selettività
L’obiettivo è attrarre clienti sempre più selettivi in un quadro di instabilità geopolitica e peggioramento dell’economia globale: in questo contesto, scondo Cushman & Wakefield i negozi fisici sono diventati fondamentali per attirare gli acquirenti.
Lvmh
A gennaio, Lvmh ha riportato vendite natalizie deludenti e ha indicato che il 2026 non sarà lanno della riscossa. Tre delle cinque divisioni del gigante della moda non hanno raggiunto le stime nel quarto trimestre 2025 e l’amministratore delegato Bernard Arnault ha annunciato che il gruppo limiterà la spesa.
Kering
Le vendite di Gucci, controllata da Kering, sono diminuite del 10% nello stesso periodo, anche se si è trattato del calo più contenuto degli ultimi due anni.
Lvmh è stato il gruppo più attivo nelle aperture, seguito da Kering, le cui inaugurazioni hanno incluso due negozi ciascuno per i marchi Saint Laurent e Bottega Veneta. Richemont, proprietaria di Cartier e Montblanc, ha registrato meno aperture dopo un paio d’anni di forte attività.
Gli affitti
I bassi livelli di spazi sfitti nelle vie dello shopping più esclusive hanno esercitato pressione sugli affitti prime, che sono aumentati del 3,5% lo scorso anno.
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