Bomba Inps: l’istituto ha chiesto indietro soldi a oltre 20 mila pensionati che hanno beneficiato di detrazioni non dovute, concesse per errore. Previsto il recupero rateale delle somme non dovute a partire da maggio, con un massimo di 8 rate. Pagamento aggiuntivo ad aprile, finalizzato a neutralizzare per questa mensilità la trattenuta prevista per l’intero importo. Restano esclusi dalla rateizzazione i recuperi fino a 150 euro, che vengono confermati in un’unica soluzione.
La detrazione
A creare il pasticcio la detrazione prevista dall’articolo 1, comma 6, della legge n. 207/2024, che trasforma il taglio del cuneo da contributivo a fiscale, introdotta per i redditi compresi tra 20.000 e 40.000 euro annui. Questa detrazione, già riconosciuta nel conguaglio a credito del cedolino di marzo su un numero limitato di posizioni, è risultata in alcuni casi non dovuta, in particolare in presenza di redditi assimilati al lavoro dipendente, come pensioni integrative e indennità sostitutive.
Le proteste
“Per un errore dell’Inps non possono pagare i cittadini. L’Inps si rivolga al Mef o la politica risolva il problema per evitare pensioni decurtate in modo massiccio in un solo mese”, ha detto Marco Carlomagno, segretario generale di Flp Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche “La possibilità di rateazione per restituire i soldi in più è valida, stando all’Inps, solo per pensionati che ricevono meno di 1000 euro al mese che l’Inps ha stimato essere circa 100 su 15mila ma noi di Flp riteniamo questa scelta profondamente ingiusta e auspichiamo che la possibilità di rateizzazione sia estesa a tutti”. Il problema, infatti, specifica Carlomagno “non riguarda solo chi ha una pensione tra i 600 e i 1000 euro al mese, ma anche chi guadagna 1400-1500 euro al mese e che, se si vedesse decurtare 1000 euro in un solo mese, rimarrebbe comunque con poche centinaia di euro”.
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