Il 2025 segna una svolta per Ferrovie dello Stato Italiane, che chiude l’esercizio con un utile netto di 30 milioni di euro, in netto miglioramento rispetto alla perdita di 208 milioni registrata nel 2024. Un risultato che riflette una dinamica operativa in crescita, seppur parzialmente compensata dall’aumento di ammortamenti, accantonamenti e svalutazioni. A sostenere il ritorno in positivo contribuiscono anche una gestione finanziaria e fiscale più efficiente.
I ricavi operativi raggiungono quota 17,3 miliardi di euro, in aumento del 4% su base annua, pari a 725 milioni in più rispetto all’anno precedente. La crescita si distribuisce in modo equilibrato su tutti i segmenti di business, confermando la solidità del modello industriale del gruppo.
Gli investimenti
Sul fronte degli investimenti, Fs rafforza il proprio ruolo strategico per il sistema economico nazionale. Nel 2025 la spesa per investimenti tecnici ha toccato i 18,3 miliardi di euro, segnando un incremento del 4% rispetto al 2024, già anno record grazie all’attuazione del Pnrr. Il 98% delle risorse è stato destinato al territorio italiano: circa 12 miliardi alle infrastrutture ferroviarie, 4 miliardi a quelle stradali e la restante parte al trasporto passeggeri.
Tra le opere principali spiccano i cantieri dell’alta velocità Brescia-Verona-Vicenza-Padova, il Terzo Valico dei Giovi, la linea Napoli-Bari e l’asse Palermo-Catania-Messina, progetti chiave per la modernizzazione della mobilità del Paese. La solidità patrimoniale resta elevata: il patrimonio netto si attesta a 41,8 miliardi di euro, mentre la posizione finanziaria netta migliora a 12,8 miliardi, con un rapporto Pfn/patrimonio stabile intorno allo 0,3.
Il piano strategico
“Il 2025 rappresenta un passaggio significativo nel percorso di crescita del gruppo”, ha dichiarato Stefano Antonio Donnarumma, sottolineando come il ritorno all’utile avvenga in una fase di forte espansione degli investimenti e trasformazione industriale. Il piano strategico 2025-2029 prevede oltre 100 miliardi di euro per infrastrutture, sostenibilità e sviluppo internazionale. Nel corso dell’anno il gruppo ha inoltre assunto oltre 8.500 persone, consolidando il proprio ruolo di motore occupazionale.
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