Fino a pochi anni fa scegliere un’auto diesel era una decisione quasi automatica per chiunque percorresse tanti km l’anno. Il minor consumo, la maggiore coppia e i prezzi alla pompa decisamente più favorevoli rendevano il gasolio la motorizzazione più gettonata per pendolari e macinatori di chilometri in autostrada.
Negli ultimi anni la richiesta delle auto diesel si è ridotta non poco tra scandali emissioni (Dieselgate) e normative anti-inquinamento, costi d’acquisto più alti e manutenzione cara. La quota diesel è così scesa gradualmente e gli ultimi dati di marzo 2026 vedono le vendite di auto diesel calare del 29,6% rispetto a un anno prima con quota di mercato di solo il 6,9%.
A questo si aggiunge oggi e in maniera prepotente il fattore guerra in Iran. Le ricadute del caro-energia tra la popolazione degli automobilisti non tocca tutti allo stesso modo in quanto i rincari stanno riguardando principalmente il diesel ed è ancora molto ampia la fetta di italiani che circola con un’auto con questo tipo di motorizzazione nonostante le vendite di auto diesel siano da tempo una minima porzione del totale.
Stando agli ultimi dati ACI risulta pari a circa il 40% la quota di auto diesel sul totale del parco circolante; infatti, fino a pochi anni fa il diesel rappresentava oltre il 50% delle vendite, quindi lo stock resta elevato anche alla luce dell’elevata età media nel nostro parco circolante.
Stangata non per tutti
Le associazioni dei consumatori hanno fatto i conti in tasca agli automobilisti con una stangata pasquale da 1,3 miliardi di euro di maggior spesa sui rifornimenti rispetto a un anno fa, secondo il Codacons. Un pieno diesel da 50 litri costa 24 euro in più rispetto a 12 mesi fa. A Pasqua 2025 il gasolio prezzava 1,609 euro/litro, oggi 2,096 euro/litro (+30,2%, +48,7 centesimi). Benzina da 1,716 a 1,763 euro (+2,7%, +2,35 euro a pieno). Un differenziale decisamente ampio tra chi si sposta con un’auto diesel e chi possiede una a benzina.
Prendendo come parametro i consumi medi ACI – 6,34 litri ogni 100 km per il diesel contro 7,1 litri della benzina – il balzo del gasolio nell’ultimo anno si traduce in un impatto significativo sui costi. Con un prezzo al litro salito del 30,2% per il diesel, chi percorre 10mila km l’anno spende oggi circa 309 euro in più di 12 mesi fa, che diventano oltre 620 euro su 20mila km, a parità di consumi.
Molto più contenuto l’aumento per la benzina (+2,7%) con l’aggravio che è quindi di appena 33 euro su 10mila km e 67 euro su 20mila km (consumi 7,1 l/100 km). Il differenziale tra diesel e benzina si riduce così drasticamente, erodendo il tradizionale vantaggio del gasolio.
Se il caro-diesel si prolungherà la stangata rischia di azzoppare le finanze dei possessori di auto diesel costringendoli a valutare eventualmente un cambio di veicolo.
Ipotizzando che questo “spread diesel” si manterrà anche in futuro, su un arco di 5 anni significa un maggior costo per chi ha il diesel di oltre 1.200 euro complessivi.
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