Phishing, smishing, vishing. È obbligatorio imparare l’inglese? È doveroso farsi furbi, perché, nel caso in questione, siamo di fronte alla truffa, piena, maledetta, sabbie mobili nelle quali molti, troppi cadono, a volte per finire soffocati, depressi, umiliati dall’inganno che ha reso, invece, felici e ricchi i soliti lupi mannari. Phising, significa pescare, il lestofante butta l’amo per venire a conoscenza di dati privati e codici bancari, è l’inganno via email, rischio altissimo se vi passa per la testa di rispondere e spiegare; smishing è l’unione tra sms e phising, trattasi di messaggio telefonico fraudolento; vishing, contrazione di voice phising, è la vera frode telefonica, qualcuno crea una situazione fasulla di urgenza e costringe l’interlocutore, preso dall’ansia, ad accettare il versamento di somme ingenti o, in casi estremi, a ricevere a casa una persona che si spaccia per addetto a riscuotere la somma dovuta. I social, l’uso dei cellulari, hanno aperto alla delinquenza che sfrutta l’ignoranza e cerca di approfittare della sbadataggine o della superficialità di molti utenti.
Lo smishing
Mi è capitato di ricevere negli ultimi giorni, messaggi smishing che mi chiedeva l’autorizzazione a pagare una cifra sostanziosa, chiedendomi di chiamare un numero telefonico nel caso non fossi io il destinatario del messaggio. Se soltanto avessi risposto, con analogo messaggio o con la chiamata al numero suggerito, sarei finito nella trappola mortale, mi è bastata verificare il nome, la sigla del mittente per avere immediatamente la risposta: Truffa. Ma non tutti hanno questa possibilità di accertare la frode, il reato vigliacco e continuano a registrarsi casi numerosissimi di truffa. Finti operatori bancari possono essere smascherati e in tal senso gli istituti di credito dovrebbero tutelare i propri correntisti con codici di accesso “particolari” che impediscano qualunque tentativo di prelievo non certo e non verificato.
La Polizia postale
Ma è pur vero che i movimenti contabili non sono tutti controllabili in tempo diretto, la Polizia Postale può e sa intervenire ma il cliente è già in fuorigioco, nel momento in cui ha trasmesso i propri codici di accesso la sua è una condotta “colposa” e dunque la banca non ha alcuna responsabilità.
Sono molte le regole per difendersi da questi raggiri, la prima reazione dovrebbe essere quella di non rispondere mai, né telefonicamente in voce, né via mail o sms, perché, altrimenti, si aprirebbe una porta dalla quale il delinquente entrerebbe comodamente. Secondo i dati della Polizia sono stati quasi 4 milioni gli utenti, italiani e non soltanto, vittime di truffe in un solo anno, per un danno che ammonta a 628 milioni di euro, cifre enormi, segnale di allarme rosso.
La Ping Call
Dimenticavo un’altra trappola, sempre in lingua anglosassone, è la Ping Call (frammento di chiamata) o Wangiri (in giapponese, uno squillo e giù), avviene quando si riceve una telefonata da un numero internazionale ma è sempre un solo squillo, dopo di che la chiamata termina. Se l’utente richiama è “finito” nella rete malefica. Sembra un film di fantascienza ma è la tragedia che colpisce quotidianamente milioni di utenti.
Nessuna novità, è storia antica: «Il fraudolento sa guadagnarsi per tempo la fiducia nelle piccole cose, per tradire poi con grande profitto» (Tito Livio).
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