Dall’Antica farmacia del Lazzaretto, dove venne miscelato e ottenuto per la prima volta, l’Amaro Giuliani ne ha fatta di strada: oltre centotrent’anni racchiusi in una formula che ancora adesso rappresenta un vero e proprio elisir di benessere. Anche dal punto di vista industriale. Oggi il gruppo Giuliani, controllato dai fratelli Giammaria e Mario Germano Giuliani, è infatti un gruppo farmaceutico moderno, presente nei principali mercati globali e in costante crescita. L’azienda, cento per cento Made in Italy, oltre a conservare l’autenticità delle proprie radici ha infatti consolidato al propria presenza in diverse aree terapeutiche di specializzazione, dalla gastroenterologia, alla dermatologia, dalla tricologia, all’integrazione alimentare.
La strategia d’impresa ha consentito al Gruppo Giuliani di registrare un’accelerazione finanziaria senza precedenti, con un volume d’affari in costante ascesa: i ricavi sono passati dai 122 milioni di euro del 2022 ai 180 milioni del 2025, con una proiezione record stimata a 250 milioni per l’anno in corso, traguardo che di fatto segnerebbe il raddoppio del fatturato in appena quattro anni. Questa volata si traduce in una crescita media annua aggregata del +19,4% nell’ultimo quinquennio (+15,5% nell’ultimo triennio), performance che proietta il gruppo all’undicesimo posto per fatturato tra le aziende farmaceutiche a proprietà interamente italiana.
A trainare questi risultati è un portafoglio di attività ben bilanciato, all’interno del quale spicca l’area dedicata alla tricologia, che da sola genera oltre un terzo del fatturato totale, pari a una quota del 36 per cento. Subito dopo si posizionano, entrambe con un peso del 26%, l’area della dermatologia e quella della gastroenterologia. Quest’ultima, in particolare, rappresenta l’ideale e moderna evoluzione di quella formula che, a partire da fine Ottocento, rese l’Amaro Giuliani apprezzato e diffuso per le sue proprietà digestive e depurative. Il restante 12% del fatturato è invece dato da altre linee terapeutiche e dall’integrazione alimentare.
Questa diversificazione, sorretta da attività di ricerca e sviluppo specifiche, ha permesso al gruppo di imporsi con quote di mercato dominanti nei rispettivi segmenti, grazie a marchi riconosciuti dai consumatori. È il caso di Psyllogel, leader indiscusso nel mercato delle fibre lassative con una quota del 49%, e di Asacol e Mesavancol, farmaci che coprono il 48,9% nel settore dei trattamenti delle malattie infiammatorie croniche dell’intestino. Nella cura della persona spiccano inoltre Scabiacid (con una quota del 40,5% nel segmento delle terapie anti-scabbia), Trosyd (22,7% nel mercato delle micosi di pelle e unghie) e il celebre marchio Bioscalin, che si conferma un punto di riferimento nell’anti-caduta dei capelli con il 22,3% di quota. Completano il quadro Kerà (21,5% nelle cheratosi cutanee), Olux & Bettamousse (21,2% nelle terapie dermatologiche cortisoniche) e Milice (19,7% nel segmento anti-pidocchi). Se l’Italia rappresenta ancora il fulcro di questo business, generando il 73,9% dei ricavi, l’internazionalizzazione del Gruppo incide ormai per il 26,1% sul fatturato complessivo.
Questa presenza globale è sostenuta da una struttura articolata, che conta dieci filiali in Europa e una fitta rete distributiva nel resto del mondo, mossa dal lavoro quotidiano di 550 collaboratori totali, di cui 330 attivi nel nostro Paese, divisi tra il personale di sede e la rete sul campo impegnata nella vendita e nell’informazione medica.
Il futuro del gruppo costruito dalla famiglia Giuliani poggia su un patrimonio scientifico d’avanguardia protetto da ben 792 brevetti già concessi (a cui se ne aggiungono 128 in fase di approvazione) e sulla capacità di dialogare alla pari con i colossi della chimica mondiale. Giuliani ha infatti stretto importanti partnership strategiche con multinazionali del calibro di Colgate per l’igiene orale, di Alcon per l’oftalmologia e Wella per la cura dei capelli. Dall’amaro medicinale alla farmaceutica 5.0, l’Italia dell’healthcare oggi parla al mondo.
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