Antò, fa caldo. Non è soltanto uno spot pubblicitario ma l’affermazione quotidiana che sta mandando ai carboni il mondo intero. Afa, canicola, sostantivi estivi e puntualmente il problema “umano” diventa “politico-sociale”. Temperature fuori registro, mai registrate prima d’ora, questa è un altro luogo comune che riguarda cronache giornalistiche e commenti di condominio. Ma quando, come, perché fu registrata la prima ufficiale temperatura oggettiva? I trattati riferiscono delle prime scale misurabili intorno al 1539, Galileo Galilei creò il primo termoscopio, senza dati precisi ma forniva variazioni di temperatura, però già ci furono controversie sullo ius primae, infatti Giambattista dalla Porta era stato inventore di un dispositivo simile a quello dello scienziato pisano. Il medico italiano Santorio Santorio fu uno dei primi nella storia della termometria a sviluppare un termometro con scala e attorno al 1612 si registrò il primo termometro in scala. Seguirono altri studi, ricerche, esperimenti, nel Settecento fu la volta dello scienziato tedesco Daniel Gabriel Fahrenheit che, nel 1724, creò una delle prime scale di temperatura standardizzate, utilizzata nei Paesi di lingua anglosassone, il suo era il primo termometro a mercurio, consentiva misurazioni più accurate di quelli ad alcol.
La prima temperatura misurata
Poi toccò, nel 1742, all’astronomo e fisico svedese Anders Celsius con una nuova scala di temperatura, in seguito adottata come standard internazionale. A differenza della scala Fahrenheit, la scala Celsius utilizzava una divisione decimale. Del “gruppo” di eccelsa scienza fece parte Isaac Newton, fu il primo a orientarsi sui fenomeni quotidiani della temperatura assegnando loro valori su una scala. I suoi 20 punti segnalavano l’aria fredda in inverno come riferimento più basso e i carboni ardenti nel fuoco della cucina come punto superiore. Venendo ad un’epoca più “vicina” la Scala Internazionale della Temperatura è del 1927 con il codice Its-27, è la prima scala di temperatura definita ufficialmente ed è stata introdotta per misurazioni precise della temperatura. La scala fu introdotta dal Comitato Internazionale dei Pesi e delle Misure (Cipm). La prima temperatura misurata fu registrata o meglio osservata il 17 ottobre del 1827 e dal 1861 in poi con i metodi “contemporanei”. Attualmente la Scala Internazionale della Temperatura del 1990, nuovo codice Its-90, permette con la massima precisione le misurazioni delle temperature in modo uniforme e globale.
La temperature recepita
Oggi abbiamo anche la temperatura recepita, una sensazione di caldo, freddo, umido che deriva dalla temperatura dell’aria e da altre situazioni ambientali. Ovviamente tutti i dati registrati non si limitano a una lista di numeri ma sono il riferimento decisivo per tutelare la popolazione, per prevenire fenomeni meteorologici, dunque prevedono dei costi essenziali per i governi e le comunità. Dal 2013 al 2020, le Regioni italiane hanno riportato 22,6 miliardi di euro di danni causati da eventi climatici estremi, con una media di circa 2,8 miliardi di euro all’anno. L’Italia ha stanziato 840 milioni di euro fino a quest’anno per il Fondo italiano per il clima, la cui gestione contabile è sotto l’occhio della Corte dei Conti. In questo caso la temperatura dell’aria tende a salire.
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