Un un pianeta dove la definizione di confine è sempre più impermanente e l’invadenza del processo di globalizzazione rende evanescente l’idea di appartenenza a un paesaggio definito, si è fatta strada l’urgenza di marcare, circoscrivere e ridisegnare i territori che ci ospitano. Un bisogno di distinguersi che non nasce oggi, ma che in questo tempo ha assunto una portata notevole proprio perché rafforzato da problematiche quanto mai attuali. Il territorio, inteso come spazio totale, in maniera più ampia possibile addirittura nazione o continente o mondo, è un concetto che si aggancia la nostra memoria, al vissuto di ogni individuo: noi facciamo parte della terra nella quale siamo nati, quella dove il nostro crescere si è svolto e, con delle riserve, ci riconosciamo nella società che ci ha influenzati.
Se ci chiediamo poi a quale mezzo principe può essere affidata la narrazione di questo legame intimo, la risposta è la fotografia. Le arti in genere sanno assecondare questa necessità, ma le immagini racchiudono testimonianza del passato e racconto del presente più di ogni altra forma espressiva. Pensiamo a maestri come Luigi Ghirri, Franco Fontana, Gabriele Basilico o, tra i più contemporanei, Francesco Jodice o il collettivo Terra Project, visioni dove la fotografia entra nella dimensione paesaggistica, talvolta in quella umana, letteraria, filosofica, così come in quella più analitica che indaga le connessioni tra gli individui, lo spazio nel quale si muovono e il tempo che testimonia le loro storie.
Lungimiranza
È in questa dimensione che si colloca una realtà che stupisce per la lungimiranza e la profondità di intenti: si tratta di PALAZZOIRREALE, progetto della Fondazione Bosca e centro dove arte contemporanea, cultura, territorio e immagini si incontrano. Nasce dal desiderio della famiglia Bosca, da sei generazioni produttori di vino a Canelli (Asti), di dare lustro al Monferrato e alla città creando una collezione permanente che includa dipinti, scultura, poesia, fotografie.
Mentre molte aziende replicano in qualche modo un modello chiamando autori a interpretare e celebrare se stesse, Bosca ha intrapreso un’operazione mai tentata prima: da una parte la fotografia documenta opere di altri artisti posti in mostra, dall’altra maestri dell’obiettivo sono chiamati a interpretare il luogo e i suoi cambiamenti utilizzando un tracciato e uno sguardo personali. Il desiderio Bosca di raccontare una nuova pagina degli spazi che per lungo tempo hanno ospitato, e in parte ancora ospitano, l’azienda di famiglia, trova il suo sviluppo attraverso un progetto della presidente Polina Bosca con il contributo di Diana Berti, architetto e responsabile creativo.
Gli ambiti fisici in cui prende vita PALAZZOIRREALE sono quelli di via Luigi Bosca 2. Ne fanno parte edifici molto diversi tra loro che negli anni hanno espletato precise funzioni e che, in parte, ancora oggi vengono utilizzati per la produzione di alcuni vini dell’azienda. Nel settembre 2024 si colloca la sua inaugurazione e la sua prima mostra monografica, a cura di Giorgio Galotti, che vide protagonista l’artista Patrick Tuttofuoco (nella foto, la sua opera Shape Shifting): presentò qui la produzione passata e dei lavori site-specific realizzati per gli ambienti della sede storica e rimasti nella collezione della famiglia.
Questo momento ha dato il via a un percorso di valorizzazione artistica e culturale per celebrare la ricchezza del circondario. Dopo un periodo di sospensione per ampliare gli ambienti disponibili, nel maggio 2025 vengono aperti al pubblico per la prima volta altri spazi che si collegano idealmente alle storiche cantine di Canelli conosciute come Cattedrali Sotterranee, sito decretato Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco e che si trova sotto lo stesso palazzo di via Luigi Bosca. Una congiunzione che ha unito l’esperienza sensoriale della materia e della storia del vino a quella della visione artistica, creando un indimenticabile dialogo tra luce e buio, sopra e sotto, passato e presente.
Il progetto segna un’ulteriore tappa fondamentale con ARCHIVIOFUTURO, iniziativa che invita fotografi selezionati a interpretare e documentare l’identità e l’evoluzione dello spazio e delle mostre che accoglie, allo scopo di creare un archivio visivo dinamico da offrire al pubblico.
Questa ulteriore evoluzione è affidata oggi alla curatela di Benedetta Donato, professionista autorevole nel mondo della fotografia che si è assunta il compito di direttrice artistica di PALAZZOIRREALE e curatrice di ARCHIVIOFUTURO. Ed è così che una fondazione (che ha il peso, l’onore e il respiro di un’azienda che esiste da quasi 200 anni) investe innestandosi nella zona di produzione, tra la gente, uscendo da se stessa e affidando la sua visione a fotografi e fotografe incaricati di interpretare ciò che in questo luogo accade, come cambia nel tempo e nelle stagioni.
Archivio visivo
Gli autori invitati fino a ora sono stati, nell’ordine, Marco Bertani, Flavio Pescatori e Nicola Morittu. A metà settembre saranno ospiti l’artista Ludovica Carbotta affiancata da una performance di Jacopo Benassi, a cura di Mariachiara Valacchi, e dal 2027 sono in programma residenze d’artista, un ulteriore modo per capire gli autori e l’urgenza dei loro messaggi, per raccontare questa realtà, per coinvolgere la comunità risvegliandone il senso identitario e consegnare a cittadini e turisti la produzione realizzata, come fosse una sorta di archivio visivo dinamico e collettivo a disposizione di tutti.
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