Piccole startup crescono e diventano giganti multimiliardari. Solo nell’ultimo mese, il club esclusivo degli unicorni – le aziende non quotate con una valutazione superiore al miliardo – ha accolto ben 29 nuovi nomi in tutto il mondo. Si tratta di aziende giovani, più di un terzo con meno di tre anni di vita, che grazie al forte interesse riscosso tra gli investitori hanno raggiunto nel giro di poco tempo valutazioni da capogiro. A mappare il fenomeno è stata la piattaforma americana Crunchbase.
I nuovi ingressi più sfolgoranti, che potrebbero presto risuonare anche a Wall Street, sono XPeng Robotics, stella cinese della robotica umanoide, valutata oltre 6,3 miliardi di dollari; la californiana Lumilens, che si occupa di fotonica, a quota 5,5 miliardi di dollari; River IA, la piattaforma di modelli personalizzati di IA con sede a Palo Alto, e la startup di semiconduttori di San Francisco Source Foundry, entrambe stimate intorno ai 5 miliardi.
Guardando la mappa di questo successo, il comun denominatore balza agli occhi: la tecnologia più avanzata. A fare la parte del leone è l’intelligenza artificiale – tra modelli di linguaggio, assistenti digitali e automazione – seguita a ruota dal settore dei chip e dalla robotica. Geograficamente, gli Stati Uniti mantengono lo scettro di patria degli unicorni, ma l’Asia preme forte sull’acceleratore, guidata da Cina, Corea del Sud, India e Singapore.
Anche l’Italia, nel suo piccolo, festeggia un nuovo ingresso d’autore. Si tratta di Exein, startup romana specializzata nella cybersecurity per il mondo fisico. Tradotto, protegge le macchine intelligenti che interagiscono con il mondo reale, dai droni ai robot, fino ai veicoli a guida autonoma. Nei giorni scorsi, questa startup ha raccolto un nuovo finanziamento da 270 milioni di dollari, raggiungendo quota 1,7 miliardi di valutazione ed entrando così a pieno titolo nel club degli unicorni tech e tra le realtà di cybersecurity di maggior valore in Europa. I numeri della sua crescita dimostrano la rapidità di questo successo: in soli due anni la valutazione è schizzata di oltre 30 volte, passando da 55 milioni a 1,7 miliardi. E la corsa non accenna a fermarsi. Nel solo primo semestre del 2026 Exein ha registrato un fatturato pari a quasi il doppio dell’intero 2025, e prevede di chiudere l’anno con una crescita dei ricavi di quattro volte superiore all’esercizio precedente.
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