“Un aiutante che ti protegge sempre le spalle”. Così Sam Altman, creatore e ceo di OpenAI – casa madre di ChatGPT – ha definito il suo nuovo lancio: un piccolo stuolo di agenti personali che porta il nome di Dots. Li ha presentati lui stesso all’annuale DevDay di San Francisco, davanti a centinaia di sviluppatori.
Si tratta di assistenti personali impersonati da avatar digitali, pensati per essere la risposta diretta a Muse, l’agente personale dalle sembianze di un Tamagotchi annunciato tre settimane fa da Meta. Ogni Dot dispone di un proprio computer nel cloud, con un browser e credenziali personali. Un Dot è in grado di aprire il suo computer e lavorare in modo autonomo, senza bisogno di istruzioni umane.
Sia Muse sia i Dots conservano informazioni sull’utente e rimangono al lavoro quando l’app viene chiusa. Nel corso del DevDay, OpenAI ha mostrato come un Dot lavora attraverso ChatGPT, Slack e Microsoft Teams. Meta, invece, ha pensato Muse affinché venisse integrato negli smart glasses e agisse nell’ecosistema comprendente WhatsApp.
Nuovo rinascimento
“Crediamo che l’IA possa contribuire a un nuovo rinascimento della creatività e della scoperta. Dovrebbe dare alle persone più tempo per ciò che conta, più libertà di realizzare le proprie idee e la capacità di fare cose che non ritenevano possibili” ha comunicato l’azienda alla sua conferenza annuale. “Oggi abbiamo presentato agenti in grado di assumersi responsabilità continuative e nuovi modi in cui persone e IA possono lavorare insieme. Abbiamo anche rafforzato il nostro impegno per un ecosistema aperto, aprendo ChatGPT come ambiente condiviso in cui persone e agenti possono collaborare e gli sviluppatori possono offrire direttamente nuove esperienze native alla nostra base complessiva di 1,2 miliardi di utenti”.
I Dots al momento sono disponibili solo fuori dall’Ue per gli utenti base e premium. Per le aziende che invece possiedono la versione Business di ChatGPT la funzione sarà disponibile anche all’interno dell’Unione. Il Dot deve richiedere l’autorizzazione dell’utente solo per compiere azioni particolarmente sensibili, come modificare le password o cancellare i dati.
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