A appena due settimane dal suo lancio, Muse, il nuovo assistente personale di intelligenza artificiale di Meta, ha superato ChatGPT, Polymarket e Kalshi nella classifica dei servizi più popolari dell’Apple Store. Ha superato anche tutte le principali applicazioni di intelligenza artificiale, come Claude e Grok.
La nuova creatura del colosso tech di Mark Zuckerberg ha raggiunto i 2,8 milioni di download nei 13 giorni successivi al lancio. L’idea dietro il nuovo prodotto di casa Meta è quella di lanciare sul mercato un agente IA popolare e pensato per la massa. Mossa che pare aver funzionato, dal momento che solo nell’ultimo mese il titolo del colosso ha guadagnato il 30% in Borsa.
Muse ha un’app gratuita, ma offre anche agli utenti la possibilità di usufruire di un abbonamento da 20 o 100 dollari al mese. Non è raro che un nuovo lancio nel campo dell’intelligenza artificiale abbia un boom di download nei primi giorni successivi al rilascio. Era successo anche con Sora di OpenAI, ad esempio. Da capire, quindi, quanto il nuovo agente personale di Meta rimarrà sulla cresta dell’onda.
Privacy
Intanto, sorgono sempre più problemi dal punto di vista della privacy. Muse, infatti, è pensato, oltre che per organizzare la vita personale e professionale dei suoi utenti, anche per effettuare acquisti online in tutta autonomia. Amazon, però, ha bloccato l’accesso di Muse al suo sito proprio a causa dei rischi legati alla privacy e alla sicurezza. Anche perché l’azienda guidata da Jeff Bezos ha fatto sapere di non aver ricevuto nessun tipo di comunicazione riguardo all’accesso di Muse al suo e-commerce.
Secondo Amazon, inoltre, l’agente è in grado di acquisire e memorizzare le credenziali dei clienti e di collezionare i dati sugli account. Diversa, invece, la politica di Shopify, che sta collaborando con Zuckerberg per dare libero accesso di Muse al proprio shop.
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