Rubate 30.000 bottiglie di vino, per un valore di 5 milioni di euro, dal magazzino a Cortona, in Toscana, della Marchesi Antinori, la più grande azienda vinicola a conduzione familiare d’Italia. Si tratta solo dell’ultimo di una serie di colpi ai danni delle aziende vinicole italiane eseguiti da bande specializzate: la selezione delle bottiglie rubate mostra infatti che gli autori non sono ladri generici, ma professionisti del crimine con una profonda conoscenza del mercato e delle aziende bersaglio. Si tratta infatti del furto di questo tipo più “ricco” non solo in Italia ma anche a livello internazionale.
Le modalità del colpo
Antinori ha rivelato al Financial Times che il colpo è avvenuto lo scorso week end proprio mentre l’azienda stava preparando un carico da mandare all’estero. Sabato sera, sette uomini mascherati hanno disattivato il sistema di allarme e caricato il bottino — migliaia di casse di Tignanello, Solaia e Guado al Tasso — su due camion. I prezzi al dettaglio delle bottiglie rubate oscillano generalmente tra i 150 e i 500 euro l’una.
Il furto è stato scoperto soltanto lunedì mattina, quando i dipendenti sono arrivati al magazzino e hanno constatato che il vino era sparito. La polizia sta indagando, ma finora non è stato effettuato alcun arresto.
L’allarme
Renzo Cotarella, amministratore delegato di Antinori, ha dichiarato che l’azienda, che lo scorso anno ha registrato ricavi per circa 263 milioni di euro ed esporta in 170 Paesi, sta lanciando un allarme nella speranza che gli appassionati di vino in Italia possano contribuire a rintracciare le bottiglie scomparse.
«Speriamo ancora di riuscire a ritrovare il vino… due camion non possono semplicemente sparire», ha affermato Cotarella. «Questi vini hanno un grande valore e non so come possano vendere tutto questo vino in giro per il mondo senza essere scoperti».
Cotarella ha spiegato che Antinori vuole anche «proteggere il mercato», avvertendo i potenziali acquirenti che le bottiglie proposte a prezzi allettanti da fonti insolite potrebbero provenire da furti.
I precedenti
Il furto subito da Antinori non è un caso isolato, anche se finora i ladri di vino avevano colpito soprattutto ristoranti stellati. Quest’estate, per esempio, due uomini vestiti da operai erano riusciti a praticare delle aperture nel vetro antisfondamento del ristorante Affinatore di Milano, portando via bottiglie di Romanée-Conti per 280.000 euro.
Sempre quest’estate, la storica azienda Banfi di Montalcino ha denunciato il furto di 3.000 bottiglie dei suoi migliori vini Alta Langa dal magazzino in Piemonte. I ladri avevano «selezionato accuratamente le bottiglie» dimostrando che «sapevano esattamente quello che stavano facendo».
Il mese scorso, sparite anche 3.000 bottiglie di Barolo presso la cantina Conterno Fantino, anch’essa in Piemonte: ai ladri, che hanno sfruttato un carrello elevatore presente in magazzino, erano bastate meno di tre ore per mettere a segno il colpo.
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