Entro il 2033 oltre 300 miliardi di euro passeranno alle nuove generazioni, ma il 60% delle famiglie non ha ancora un piano strutturato. La sola gestione finanziaria non basta più: Luca Bonansea, Head of BNL BNP Paribas Private Banking & Wealth Management, fa il punto sui nuovi modelli per governare la complessità del patrimonio familiare.
Bonansea, qual è oggi l’errore più frequente che le famiglie commettono nel governare questa ricchezza e quanto è importante avere una visione d’insieme?
«Non parlerei tanto di errore quanto, in alcuni casi, di non piena chiarezza rispetto agli obiettivi che si vogliono raggiungere con la gestione di questa ricchezza. Il patrimonio non può più essere considerato come una somma di asset separati, ma come un sistema unitario con forti interconnessioni. Soprattutto nell’attuale scenario globale, il nostro ruolo è accompagnare le imprese familiari nel cogliere le migliori opportunità in un orizzonte di medio-lungo periodo, bilanciando crescita, protezione e continuità sulla base di obiettivi coerenti e condivisi».
Tra i nodi più delicati c’è il passaggio generazionale nelle imprese familiari. Cosa significa, concretamente, preparare le future generazioni a governare il nuovo patrimonio?
«Ogni famiglia è unica e il passaggio generazionale è un processo, non un evento isolato. Oltre il 60% delle famiglie italiane non ha ancora strutturato un piano di successione e si stima che, entro il 2033, 300 miliardi di euro passeranno alle generazioni più giovani. Le competenze presenti nel gruppo BNP Paribas nelle attività di wealth management ci consentono di accompagnare questa “transmission”, valorizzando esperienze nazionali e internazionali. Oggi le imprese familiari devono assumere decisioni strategiche in un contesto in cui tecnologia, AI, sostenibilità e nuove forme di internazionalizzazione stanno trasformando rapidamente modelli di business e catene del valore. L’innovazione riguarda non solo gli strumenti tecnologici, ma anche i processi decisionali, la governance, le competenze e il rapporto tra famiglia e impresa. In questo percorso, la Next Generation può offrire nuove idee e prospettive, contribuendo a superare modelli consolidati e ad aprire nuovi orizzonti. Per accompagnare le famiglie in questa evoluzione affianchiamo alla consulenza strategica di BNL BNP Paribas Private Banking & Wealth Management il modello di family office “Diamond Tower Family Strategy”, capace di integrare l’expertise, la specializzazione e la visione internazionale di BNP Paribas con il metodo accademico di SDA Bocconi School of Management».
In che modo Diamond Tower Family Strategy si pone davanti alla crescente domanda di consulenza evoluta da parte delle famiglie imprenditoriali?
«In Italia, Francia e Spagna le imprese familiari rappresentano la parte più rilevante del tessuto imprenditoriale. Diamond Tower Family Strategy nasce dall’esperienza di BNP Paribas in Italia e nel mondo e dalla collaborazione con SDA Bocconi. L’obiettivo è rispondere alla crescente complessità con un modello evoluto e una struttura indipendente al servizio dei grandi patrimoni familiari. Il modello si fonda su quattro pilastri: Strategia, Governance, Advisory ed Education. La Strategia supporta la famiglia nei momenti chiave; la Governance struttura i processi decisionali e favorisce l’equilibrio tra dinamiche familiari e imprenditoriali; l’Advisory integra le competenze necessarie per gestire patrimoni complessi; l’Education prepara le nuove generazioni attraverso percorsi formativi strutturati. La partnership con SDA Bocconi School of Management rafforza il modello con ricerca e metodo. Il Family Strategy Lab sviluppato insieme si articola su tre dimensioni – Family Legacy, Family Governance e Family Future – per accompagnare l’evoluzione della famiglia. Non ci limitiamo a gestire il patrimonio attuale: aiutiamo a costruire quello di domani, analizzando i trend globali, anticipando i cambiamenti e definendo strategie condivise».
Guardando ai prossimi anni, quali trasformazioni si attende nella ricchezza delle famiglie italiane?
«Partiamo da un dato: il patrimonio complessivo delle famiglie italiane ammonta oggi a quasi 13 trilioni di euro; una parte di esso è costituito da immobili (circa la metà), il resto sono asset finanziari, per una parte ancora rilevante posizionati su tassi e liquidità (poco sui mercati). È quindi necessario evolvere verso una maggiore diversificazione, sia geografica sia per asset class. L’obiettivo è costruire portafogli coerenti con gli obiettivi complessivi della famiglia, dell’impresa e con la struttura complessiva del patrimonio. Impresa, famiglia e patrimonio sono tre componenti tra loro correlate. Crescerà inoltre l’attenzione verso gli investimenti nell’economia reale (che non è solo private markets). Anche in questo caso, la parola chiave è integrazione: ogni investimento deve inserirsi nella strategia complessiva, tenendo conto dell’orizzonte temporale, delle esigenze di liquidità, del patrimonio imprenditoriale e degli obiettivi delle diverse generazioni. Occorre mettere in relazione persone, impresa, investimenti e ricchezza.
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