Il 67% delle pensioni italiane è inferiore a 1.500 euro al mese. È questo il dato che emerge dai dati dell’Inps al 31 dicembre 2025. Le prestazioni in pagamento sono 23.181.898, +0,7% rispetto al 2024, per un ammontare complessivo annuo di 372,45 miliardi di euro, il 2,3% in più rispetto all’anno precedente.
La fotografia
A fine 2025, i pensionati erano 16.405.073, in crescita dello 0,6% rispetto al 2024. Ogni pensionato riceve in media 1,4 prestazioni: il 68% percepisce una sola pensione, mentre il restante 32% ne riceve due o più, anche di tipologia diversa. È il caso, per esempio, di chi cumula una pensione di vecchiaia con un trattamento ai superstiti o con prestazioni assistenziali.
Quanto alla natura dei trattamenti, il 76,7% delle pensioni è di tipo previdenziale. Il 20,7% rientra invece nell’ambito assistenziale, che comprende invalidità civili, assegni e pensioni sociali e pensioni di guerra. Il restante 2,6% circa è costituito da prestazioni indennitarie.
La spesa complessiva per le pensioni, pari a 372,45 miliardi di euro annui, cresce più rapidamente del numero delle prestazioni: +2,3% contro +0,7%. Un andamento che riflette l’aumento dell’importo complessivo erogato.
Gli importi della pensione
Il 67,3% delle pensioni (15,6 milioni in termini assoluti) ha un importo inferiore a 1.500 euro lordi
al mese. All’interno di questo gruppo, circa la metà delle pensioni, pari a 7,8 milioni, si colloca nella fascia
compresa tra 500 e 1.000 euro e rappresenta il 33,7% del totale. Le pensioni di importo fino a
500 euro sono invece 4,5 milioni, pari al 19,3% del totale.
Per le donne assegni più magri
Il divario di genere resta uno degli elementi più evidenti della fotografia previdenziale. Le donne rappresentano il 51% dei pensionati italiani, ma gli uomini percepiscono il 56% dei redditi pensionistici. L’importo medio annuo è pari a 26.031 euro per gli uomini e a 19.553 euro per le donne.
La differenza è di 6.478 euro all’anno, circa 540 euro al mese su 12 mensilità. Il reddito pensionistico medio maschile risulta così superiore del 33% rispetto a quello femminile.
Le differenze geografiche
La distribuzione geografica conferma il peso del Settentrione. Le regioni del Nord raccolgono il 47,2% delle pensioni e il 47,6% dei pensionati. Gli importi medi risultano superiori del 7,2% rispetto alla media nazionale.
Anche la ripartizione della spesa evidenzia lo squilibrio territoriale: il 51% dei redditi pensionistici viene erogato nel Nord, il 28% nel Mezzogiorno e il 21% nel Centro Italia.
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