Il confronto più atteso, quello tra il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci e l’ex premier ed economista Mario Monti, si è appena consumato nelle sale di Villa d’Este, dove si sta svolgendo la 52esima edizione del Forum di Cernobbio. Un faccia a faccia senza sconti quello tra Monti e Vannacci, che ha preso vita durante il dibattito “Il progetto europeo tra integrazione e sovranità: il punto di vista italiano”.
Non si fanno attendere le critiche del generale all’Ue. “In trent’anni di integrazione europea siamo passati nell’Eurozona a produrre il 30% del Pil a un’Europa che ne produce il 15%. Producevamo le auto più belle del mondo e oggi licenziamo chi le progetta e le realizza”.
Le politiche di Bruxelles, secondo il generale, non stanno funzionando e peccano di incoerenza, dal momento che solo nell’ultimo semestre “abbiamo incrementato del 160% le importazioni di gas dalla Russia in alcuni Paesi. Finanziando quell’economia di guerra che volevamo combattere”.
E affonda sull’unanimità che “non è una patologia, ma una garanzia” dice. “Perché cambiare il sistema di voto se una proposta non convince tutti?. L’unanimità non serve a permettere a uno Stato di comandare sugli altri 26, ma a impedire che i 26 comandino sul 27esimo”. Vannacci sottolinea la necessità di un cambiamento nell’Unione. “Perché c’è sempre questa inerzia nel cambiare struttura nell’Unione Europea? Dopo anni di Maastricht la Gran Bretagna se ne è andata, l’Islanda pochi giorni fa ha detto di no” sostiene Vannacci. “Non tutti scalpitano per integrarsi nell’Unione Europea e ci sarà un motivo”.
La replica di Monti
Non si fa attendere la risposta di Mario Monti. Su alcuni punti si dichiara in disaccordo, su altri in accordo. “Sono in disaccordo sul fatto che sostanzialmente l’Ue sia nata col 1992 col trattato di Maastricht: c’è stato moltissimo prima. Eravamo 12, ora siamo 27 e altri entreranno. Non prevalgono quelli che rifiutano di entrare, legittimamente. Prevalgono quelli che vogliono entrare”. Tra le cose che sono accadute dagli anni 40 al 1992 ci sono fatti non piccoli, ricorda: “Per la prima volta la Francia e la Germania non si sono fatte la guerra tra loro”.
E poi il richiamo all’antica Roma, cara al Generale. “I romani dicevano divide et impera e oggi Trump e Putin cercano di applicare questo motto provando a dividere l’Europa, con un certo successo”. Sono i partiti sovranisti, secondo il professore, che lo “stanno facendo dall’interno dell’Europa”.
E poi l’affondo sul programma di Futuro nazionale: “Lei col suo programma viola la Costituzione della Repubblica italiana in molti punti che sono anche in violazione della carta fondamentale dei diritti umani dell’Unione Europea”. “Nel gennaio del 1995, nel mio primo giorno al Parlamento europeo dove siede ora lei – conclude Monti – le ultime parole Mitterand, morto di lì a poco furono “le nationalisme c’est la guerre”, il nazionalismo è la guerra”.
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