Per il periodo di imposta 2023-2025 entra a pieno regime il sistema di incrocio dei dati fiscali sulle criptoattività, con un’intensificazione delle attività di controllo da parte dell’Amministrazione finanziaria e della Guardia di Finanza. L’attenzione è rivolta in particolare alle eventuali incongruenze tra i dati comunicati dai prestatori di servizi in criptoattività e quanto indicato dai contribuenti nelle dichiarazioni dei redditi.
I controlli si concentrano soprattutto sui casi in cui risultino assenti i quadri relativi al monitoraggio fiscale o l’indicazione delle plusvalenze, a fronte di operazioni regolarmente comunicate dagli intermediari. L’obiettivo è rafforzare la compliance fiscale in un settore caratterizzato da rapida crescita e crescente rilevanza economica.
Il quadro normativo di riferimento
Il principale intervento normativo è rappresentato dalla legge n. 197/2022, legge di Bilancio 2023, che ha introdotto la lettera c-sexies nell’articolo 67 del Tuir. La riforma ha ridefinito il trattamento fiscale delle criptoattività e ha ampliato in modo significativo il patrimonio informativo a disposizione dell’Amministrazione finanziaria a partire dal periodo d’imposta 2023.
Già con il decreto del 13 gennaio 2022 erano stati introdotti specifici obblighi di comunicazione a carico dei prestatori di servizi relativi all’utilizzo di valute virtuali e dei fornitori di portafogli digitali, i cosiddetti Vasp (acronimo di Virtual Asset Service Provider, cioè fornitore di servizi per le attività virtuali). L’integrazione tra queste disposizioni ha consentito la creazione di una base dati strutturata, funzionale ad analisi automatizzate e selettive delle posizioni potenzialmente rilevanti ai fini fiscali.
Le informazioni in possesso dell’Amministrazione finanziaria
A decorrere dal periodo d’imposta 2023, l’Amministrazione finanziaria riceve dai Vasp, tramite il modello 770, le informazioni relative alle operazioni suscettibili di generare redditi imponibili in Italia. Rientrano in questo ambito le conversioni, le permute, i trasferimenti verso soggetti diversi dall’intestatario del rapporto e i prelievi aventi a oggetto criptoattività.
A tali dati si aggiungono le comunicazioni sui trasferimenti da e verso l’estero di importo pari o superiore a 5.000 euro, previste dal dl 167/1990. Nel periodo compreso tra il primo trimestre 2023 e il terzo trimestre 2025, i Vasp sono inoltre tenuti a trasmettere all’Oam informazioni sulle consistenze, sui movimenti e sulle operazioni effettuate dai clienti. Questi dati confluiscono in una banca dati accessibile al Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza e all’Arma dei Carabinieri per le rispettive competenze, con possibilità di utilizzo anche a fini tributari.
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Il patrimonio informativo dedicato alle criptoattività costituisce oggi la base per l’avvio di verifiche fiscali mirate. In presenza di dati comunicati dagli intermediari che non trovano riscontro nelle dichiarazioni dei redditi, l’anomalia può determinare approfondimenti istruttori e l’attivazione delle procedure di controllo previste dall’ordinamento.
Il sistema attuale opera su un ambito con caratteristiche differenti rispetto alla finanza tradizionale, motivo per cui l’Amministrazione finanziaria è chiamata a gestire informazioni complesse e articolate. In questa fase, l’attenzione è rivolta a garantire un utilizzo coerente e proporzionato dei dati disponibili, anche attraverso il rafforzamento delle competenze specialistiche degli organi preposti ai controlli.
Verso un sistema informativo sempre più integrato
L’attuale assetto informativo copre il triennio 2023-2025, ma è destinato ad ampliarsi ulteriormente. A partire dal 2026, con l’entrata in vigore della Dac8 e del Crypto Asset Reporting Framework (Carf), i flussi informativi includeranno anche i dati provenienti dagli altri Stati, rafforzando la cooperazione internazionale in materia fiscale.
L’estensione dei meccanismi di scambio di informazioni rappresenta un passaggio rilevante nel percorso di armonizzazione delle regole fiscali applicabili alle criptoattività, con l’obiettivo di garantire trasparenza, corretto assolvimento degli obblighi tributari e un quadro regolatorio più stabile per operatori e contribuenti.
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