Prendono il via i lavori del 52° Forum Ambrosetti a Villa d’Este, edizione in cui è centrale il ruolo globale dell’Unione Europea di fronte al ritorno delle logiche di potenza e alle crescenti tensioni geopolitiche. Ad aprire i lavori è stato il messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha rivendicato i valori dell’Europa, anche nelle fasi di instabilità internazionale.
«L’Unione Europea costituisce tuttora la manifestatione più eclatante al mondo di condivisione di sovranità, sorretta da valori comuni, capace di assicurare pace, diritti, prosperità diffusi a un gruppo di Stati, adusi per secoli a combattersi l’un l’altro». «I suoi successi sono indiscutibili e per questo, talvolta, invidiati e osteggiati», restando al contempo «intensa e vitale».
Nel suo intervento, il Capo dello Stato ha evidenziato il contrasto tra l’esigenza di risposte multilaterali e la recrudescenza dei nazionalismi.
«Si amplia repentinamente il novero delle sfide globali la cui soluzione richiede maggiore cooperazione tra gli Stati», ha avvertito Mattarella, citando clima, pandemie, risorse strategiche e intelligenza artificiale. Parallelamente, ha denunciato come «si affaccia nuovamente una pretesa predatoria delle risorse esistenti, materiali e immateriali», spinta da «una preoccupante tendenza a ripristinare politiche di potenza». Un fenomeno che rischia di erodere le architetture internazionali costruite dal secondo dopoguerra, imponendo la forza delle armi al posto della diplomazia.
A riprendere il concetto è stato anche il Vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervistato a margine del forum.
«Il Presidente Mattarella ha lodato la logica europea degli accordi di libero scambio in contrapposizione alla logica predatoria del più forte. Noi siamo grandi sostenitori di questo, tant’è che siamo stati tra i Paesi che non si sono opposti all’accordo con il Mercosur. I risultati sono ottimi: nel primo mese le esportazioni italiane nell’area sono salite del 21%. Tutto l’export cresce ed è uno dei fiori all’occhiello del lavoro di questo governo. L’obiettivo dei 700 miliardi entro la fine del prossimo anno è raggiungibile».
«Il libero mercato è la chiave di tutto: quando inviamo la nostra Marina Militare – parte fondamentale della missione Aspides – lo facciamo per garantire il libero commercio. Lavoriamo anche alla realizzazione del Corridoio Imec che dovrà collegare l’India, il Medio Oriente, il Golfo, l’Egitto e il Mediterraneo, arrivando fino a Trieste. Il commercio internazionale rappresenta una straordinaria opportunità per il nostro Paese: rappresenta già tra il 30% e il 40% del prodotto interno bruto».
«Noi abbiamo cercato di aiutare famiglie e imprese con interventi che sono costati molto. Abbiamo coinvolto anche le aziende petrolifere” ha commentato interpellato sui dossier economici più urgenti per il Paese, come i prezzi dell’energia e il taglio delle accise, il Vicepremier ha affermato. “Adesso abbiamo dato due giorni ancora per la scelta di ridurre le accise sul gasolio; prenderemo dei provvedimenti mirati per evitare che siano troppo colpiti coloro che soffrono di più. Purtroppo è una situazione internazionale: i prezzi dell’energia sono alti in tutto il mondo, non è una questione solo italiana. In altre parti d’Europa i costi sono persino più cari che da noi. Il governo vigila, interviene e interverrà».
Sul fronte finanziario, commentando l’operazione Intesa Sanpaolo-MPS, il Ministro ha ribadito l’indirizzo dell’esecutivo, invocando una netta separazione tra politica e mercato:
«Io sono da sempre per il libero mercato: il mercato è sovrano. Meno la politica e i partiti interferiscono nelle vicende bancarie e nella vita del mercato, meglio è. Non servono le ‘banche dei partiti’ o una banca di area politica. Il compito delle istituzioni è dare regole chiare e vigilare che vengano rispettate, non fare gli arbitri o scegliere i vincitori nel risiko bancario».
Sul tema è intervenuto anche il ministro Delle Imprese e il Made in Italy Adolfo Urso, interpellato sulle preoccupazioni relative a possibili operazioni di integrazione o acquisizione tra istituti di diversa stazza sul territorio, il Ministro rivendica il percorso di risanamento compiuto dalla banca senese negli ultimi anni.
“Durante questo mandato di governo, quello che era considerato uno scandalo internazionale, la fine ingloriosa della più antica banca del mondo. Ora è diventata una banca efficiente, capace di fornire servizi, di competere a livello nazionale e quindi appetibile per tanti. Pensate un po’: quello che era un problema, grazie all’azione di questo governo è diventato una grande opportunità. Dobbiamo tutelarla e mantenerne l’integrità. È un nome finalmente riscattato”.
“Quello che era un nome compromesso dagli scandali oggi è orgoglio del Paese, è stato salvaguardato e oggi può acquisire o essere acquisito. Stiamo lavorando per realizzare dei campioni europei, per quanto possibile a matrice o a guida italiana: nel campo dei droni, del digitale, dell’energia, delle telecomunicazioni e ovviamente anche nel campo bancario e assicurativo”, ha concluso Urso.
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