Resta alta la tensione sulla Groenlandia: oggi alle 13 il presidente francese, Emmanuel Macron, ha convocato un nuovo Consiglio di Difesa e sicurezza nazionale, dopo quello di lunedì scorso, al quale parteciperà un numero ristretto di ministri oltre al premier, Sébastien Lecornu. Il tutto mentre l’Europa da un lato lavora alla risposta ai dazi Usa (secondo il Financial Times l’Ue valuta una risposta durissima a Trump con il varo di un’azione da 93 miliardi) e dall’altro cerca di non far deflagrare lo scontro. Tanto che il premier britannico Keir Starmer ha ribadito che una guerra commerciale non è nell’interesse di nessuno. Sulla stessa linea la Confindustria tedesca, che a proposito di un aumento delle tariffe ha parlato di “un’escalation inappropriata e dannosa per tutte le parti”.
Intanto, Raphaël Glucksmann ha annunciato che il Parlamento europeo non ratificherà (e nemmeno discuterà in aula) l’accordo commerciale concluso tra Washington e Bruxelles lo scorso anno, a causa delle minacce sulla Groenlandia. In settimana “ci sarà la sessione plenaria a Strasburgo e non daremo seguito alla ratifica dell’accordo” con gli Usa, ha dichiarato l’eurodeputato francese di Place Publique ai microfoni di France 2, aggiungendo che ”non ci sarà nemmeno un voto” sull’argomento. Glucksmann precisa che sulla questione c’è già un’intesa ”con i liberali e i conservatori del Partito popolare europeo”. ”Non possiamo discutere fino a quando Donald Trump minaccia di annettere un territorio che appartiene alla Danimarca” e ”prende di mira dei Paesi europei con i dazi”.
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