Negli ultimi due mesi la percentuale di lavoratori europei che hanno cominciato a utilizzare l’intelligenza artificiale ha raggiunto il 52 per cento. È quanto emerge da uno studio della Bce sulla Consumer Expectations Survey, basato sulle opinioni di circa 20 mila persone in 11 paesi dell’area euro. A utilizzare maggiormente i chatbot sono i giovani e i lavoratori con un’istruzione universitaria: in questa categoria la percentuale degli utilizzatori di IA raggiunge il 60 per cento. Solo il 37 per cento dei lavoratori con un livello di istruzione inferiore la utilizza. Il dato che emerge è che c’è ancora una notevole lentezza da parte dei lavoratori europei nell’approccio a questi strumenti: la metà dei lavoratori infatti non usa ancora nessun tipo di chatbot. Il 41 per cento di questa fascia di lavoratori dichiara di non essere interessato.
Il risparmio di tempo dovuto all’utilizzo dell’IA è notevole: il 7,7 per cento dell’orario lavorativo mediano, ma l’efficienza scende al 3,8 per cento se rapportata al 48,8 per cento dei lavoratori che dichiara di utilizzare l’intelligenza artificiale e di risparmiare tempo grazie ad essa. Gli utilizzi più frequenti si registrano nelle operazioni di ricerca e raccolta delle informazioni, e nella scrittura e modifica dei testi. La metà dei lavoratori interpellati sostiene che, con una maggiore formazione nella comprensione e nell’utilizzo di questa tecnologia, ci sarebbe anche un suo maggiore utilizzo. La Bce sostiene che il tempo risparmiato con l’utilizzo degli algoritmi potrebbe agevolare la produttività del Vecchio Continente.
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