A febbraio l’inflazione torna a salire. Secondo le stime preliminari dell’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo registra un +0,8% su base mensile e un +1,6% su base annua, in accelerazione rispetto al +1% di gennaio.
A spingere l’indice sono soprattutto i servizi, mentre i beni restano sostanzialmente stabili (-0,2% su base annua). I prezzi dei servizi crescono invece dal +2,5% al +3,6%, ampliando il differenziale tra i due comparti.
Nel dettaglio, aumentano i servizi relativi ai trasporti (+3%), i servizi ricreativi e culturali (+4,9%) e gli alimentari non lavorati (+3,6%). Rallentano gli alimentari lavorati, mentre si amplia la flessione degli energetici (-6,6%), con un calo più marcato per quelli regolamentati.
Particolarmente significativo il rimbalzo del trasporto aereo passeggeri, che passa da -11,2% a +10,4% su base annua, segnale di una domanda in ripresa in occasione dei grandi appuntamenti internazionali legati ai Giochi di Milano Cortina 2026.
Consumi ancora prudenti
Il quadro dei consumi resta improntato alla cautela. In una nota, Federdistribuzione sottolinea che “l’inflazione registra un aumento in particolare per effetto dei prezzi dei servizi mentre i prezzi dei beni si confermano con un andamento complessivamente stabile”, evidenziando come, nonostante alcuni lievi segnali di miglioramento della fiducia, “il quadro dei consumi resta improntato alla debolezza”.
Le imprese del retail moderno ribadiscono l’impegno “a sostegno del potere d’acquisto delle persone”, attraverso promozioni, attenzione agli assortimenti e rafforzamento dei prodotti a marca del distributore. L’associazione giudica inoltre positive le misure del governo volte alla defiscalizzazione degli aumenti contrattuali, considerate “un contributo positivo al reddito dei lavoratori”.
Anche dal mondo cooperativo arriva un invito alla prudenza. Ernesto Dalle Rive, presidente di Ancc-Coop, osserva che “l’inflazione italiana mostra a febbraio una accelerazione seppur contenuta”, ma segnala come gli italiani continuino a manifestare “una percezione dell’inflazione molto più alta e gravosa di quanto i numeri raccontino”, atteggiamento che si riflette in “scelte di acquisto quanto mai prudenti”.
Le preoccupazioni dei consumatori
Le associazioni dei consumatori esprimono valutazioni più critiche. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, sollecita interventi tempestivi per prevenire nuove tensioni sui prezzi, ricordando le misure adottate in passato per calmierare carburanti ed energia.
Il Codacons collega invece la dinamica dei prezzi ai rincari registrati nel settore turistico in occasione dei Giochi invernali, sottolineando l’impatto su alberghi e voli nazionali. L’Adoc richiama infine l’attenzione sui possibili effetti a catena qualora dovessero riaccendersi le tensioni sui mercati dell’energia.
L’incognita internazionale
Finora il calo degli energetici ha contribuito a contenere l’inflazione complessiva. Tuttavia, lo scenario geopolitico resta un fattore di incertezza. Le tensioni legate alla guerra in Iran stanno incidendo sui prezzi di petrolio e gas, con ripercussioni sulle filiere produttive e sui costi di trasporto.
La dinamica dei prossimi mesi dipenderà molto dall’evoluzione internazionale e dalla capacità del sistema economico di assorbire eventuali shock. L’attuale livello dell’inflazione resta distante dai picchi toccati negli anni scorsi, ma la prudenza di famiglie e imprese suggerisce che la stabilità dei prezzi rimane una condizione essenziale per rafforzare la ripresa dei consumi.
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