Con l’approvazione della manovra appena prima di Capodanno sono scattate anche le novità sul fronte delle pensioni. Nel 2026 la pensione di vecchiaia resta a 67 anni di età con almeno 20 anni di contributi, mentre per la pensiona anticipata i requisiti sono 42 anni e dieci mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e dieci mesi per le donne. Dal 2027 scatterà un aumento graduale dei requisiti, che saliranno a 67 anni e 1 mese; dal 2028 si passerà a 67 anni e 3 mesi.
Resta in vigore l’Ape sociale, una forma di uscita anticipata dal mondo del lavoro pensata per le categorie svantaggiate. I requisiti sono età minima di 63 anni e cinque mesi e almeno 30 anni di contributi (36 per i lavori gravosi). Possono accedere disoccupati, caregiver di familiari con disabilità grave, persone con invalidità almeno al 74% e lavoratori in mansioni usuranti.
Gli strumenti aboliti
Addio a Quota 103 (uscita anticipata a 62 anni con 41 di contributi) e Opzione Donna (uscita a 61 anni con 41 di contributi per le donne). Eliminata anche la norma che permetteva di sommare contributi Inps e versamenti ai fondi pensione per anticipare l’uscita dal mondo del lavoro.
Previdenza complementare
Sul fondo della previdenza complementare, dal 1° luglio 2026 il Tfr dei nuovi lavoratori sarà versato in automatico nel fondo pensione di categoria con il meccanismo del silenzio-assenso. Chi non vorrà usufruire di questa possibilità dovrà comunicarlo entro 60 giorni.
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