Un nuovo aggiornamento di sistema è in vista per Qwen, il modello di intelligenza artificiale che batte nel cuore tecnologico di Alibaba. Lo ha annunciato il colosso di Hangzhou alla vigilia del Capodanno lunare cinese sulla piattaforma X questa mattina.
Qwen 3.5 non è un banale assistente capace di eseguire compiti elementari, ma piuttosto un agente autonomo, in grado di gestire attività complesse con una profonda comprensione multimodale che spazia dai testi ai video, arrivando a elaborare contenuti lunghi fino a due ore. Questa accelerazione si inserisce in una competizione feroce che, nelle scorse settimane, ha visto protagonisti anche ByteDance, Zhipu e MiniMax.
Appena venerdì scorso la società era stata colpita dalle indiscrezioni riguardo alla possibilità che il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti inserisca Alibaba in una “lista nera” di aziende che collaborano con l’apparato militare cinese.
A differenza dei competitor occidentali, la strategia di Alibaba punta con forza sull’Open Source. Qwen è infatti accessibile a una vasta comunità di sviluppatori e in questo modo il gruppo punta a dettare gli standard tecnici globali e a vincere la guerra dei prezzi che sta scuotendo il settore in Cina, abbattendo i costi dei token per rendere l’IA uno strumento indispensabile anche per le piccole e medie imprese. Così il potente chatbot si sta trasformando in una piattaforma totale integrata all’ecosistema e-commerce: i suoi 100 milioni di utenti possono già delegare ad agenti intelligenti compiti quotidiani, come ordinare un bubble tea o pianificare viaggi, trasformando l’IA nell’interfaccia unica per ogni transazione.
Questa è davvero la partita che le big del commercio cinesi stanno giocando: fondere intelligenza artificiale, logistica, pagamenti e consumo di massa. Se la prima fase della corsa all’IA è stata dominata dalla ricerca teorica, la fase post DeepSeek – che con il suo lancio sconvolse tutti – sta tracciando una nuova traiettoria dove l’obiettivo è l’applicazione pratica.
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