Per un’azienda, il magazzino è un’arma a doppio taglio: spazio indispensabile per la produzione, ma anche costo che grava sul bilancio. Oggi la vera sfida della finanza sta nel liberare il valore di questo patrimonio immobilizzato, trasformandolo in una risorsa strategica. È ciò che ha fatto Brazzale SpA, società che si occupa di produzione casearia, che ha ottenuto un credito da 10 milioni siglando un accordo con Cassa Depositi e Prestiti e Cherry Bank che concretizza in Italia la prima cartolarizzazione di un magazzino, il cosiddetto destocking. Grazie a un finanziamento strutturato a favore dello storico gruppo , il magazzino passa a essere da voce statica del bilancio a fonte immediata di nuova liquidità. Sfruttando le recenti aperture del quadro normativo per le Pmi, l’azienda può ora monetizzare il valore dei propri beni senza dover attendere i tempi naturali del ciclo produttivo e della vendita.
La vera intuizione di questa architettura finanziaria risiede nella sua natura rotativa. Le risorse liberate non si esauriscono in un unico intervento, ma si rigenerano: il capitale ottenuto può essere costantemente reinvestito nell’acquisto di nuovi lotti di prodotti, creando un meccanismo virtuoso e replicabile nel tempo.
È l’inizio di un cambio di paradigma nell’accesso al credito da parte delle aziende, un modello pilota che i promotori puntano a esportare ben oltre i confini del settore lattiero-caseario. L’obiettivo è estendere questa finanza alternativa ad altre filiere dell’agroalimentare e a tutti quei comparti industriali che, per loro natura, convivono con scorte di magazzino imponenti e immobilizzate.
“Assieme a partner così prestigiosi abbiamo tradotto in azione una novità normativa che permette di rimediare a un’illogica distorsione” ha spiegato Roberto Brazzale, titolare di Brazzale. “La forza finanziaria di chi compie cicli lunghi di stagionatura di prodotti pregiati non viene rappresentata correttamente quando il valore del magazzino non è considerato nel calcolo della PFN. Un magazzino di formaggio vale molto di più del denaro perché da sempre si rivaluta a un multiplo dell’inflazione, e vale perfino più dell’oro, perché produce reddito. Paradossalmente, il sistema è costretto a ignorarne il reale valore, limitando così il potenziale di sviluppo delle imprese”.
Fondato nel 1784 a Zanè (Vicenza), il Gruppo Brazzale è una storica realtà del settore lattiero-caseario. L’azienda è specializzata nella produzione e commercializzazione di un’ampia gamma di formaggi – tra cui il celebre Gran Moravia – oltre a essere fortemente attiva nei comparti del latte e del burro. Oggi il gruppo guida una filiera internazionale ben consolidata, con stabilimenti produttivi dislocati anche in Repubblica Ceca, Brasile e Cina.
“L’operazione annunciata oggi conferma una volta ancora la capacità di innovazione finanziaria e la leadership nel segmento della finanza alternativa di Cassa Depositi e Prestiti” ha aggiunto Andrea Nuzzi, direttore Business di CDP. “Da anni, promuoviamo strutture innovative sul mercato mettendo a disposizione delle imprese, in particolare le Pmi, soluzioni finanziarie in grado di soddisfarne le esigenze e ampliare la “cassetta degli attrezzi” a loro disposizione. Con la prima operazione di destocking lanciata in Italia, lo strumento della cartolarizzazione viene impiegato in una delle principali filiere strategiche dell’economia nazionale nella prospettiva di fornire liquidità immediata alle aziende e valorizzare i beni presenti in magazzino. A livello istituzionale, l’iniziativa si inquadra nell’accordo sottoscritto con il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, che mira a supportare l’accesso al credito delle imprese agro-alimentari”.
È un’operazione inedita nel suo genere: per la prima volta, infatti, le scorte di formaggio in fase di maturazione passano sotto il controllo diretto degli istituti finanziari in modo che l’azienda possa utilizzare quelle risorse per nuovi investimenti e progetti. Le banche anticipano soldi all’azienda usando il formaggio in magazzino come garanzia, senza aspettare che finisca di stagionare. Grazie alla nuova normativa, il meccanismo diventa rotativo: quando un lotto viene venduto e il debito ripagato, la garanzia passa automaticamente al nuovo formaggio prodotto. In questo modo, l’azienda ha un rubinetto di denaro sempre aperto per continuare a lavorare.
“Il nuovo destocking non è solo una strategia per finanziare le imprese dando in garanzia il magazzino. Si tratta di un cambio di paradigma finanziario” ha raccontato Giovanni Bossi, Amministratore Delegato di Cherry Bank. “La portata innovativa potrebbe essere paragonabile all’introduzione del factoring per i crediti commerciali avvenuta in Italia 35 anni fa. È uno spartiacque che potrebbe cambiare il modo di fare business di talune imprese, modificando in modo permanente la loro funzione di produzione, aumentando l’efficienza finanziaria e generando immediato valore per l’impresa, potendo ridurre il debito mantenendo invariato l’Ebitda. A noi il compito di rendere il destocking semplice, ripetibile, applicabile e alla portata di quante più imprese possibili”.
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