Navi da crociera, navi militari, traghetti, cargo, unità offshore, yacht. L’ economia del mare va a gonfie vele spinta da ordini senza precedenti. L’industria navale italiana ha in particolare una forte vocazione all’export con 9,1 miliardi di euro di fatturato e una filiera produttiva che conta 14 mila imprese. Un indubbio volano per l’economia nazionale: ogni milione di euro investito nella costruzione di una nave attiva circa 2,7 milioni di euro in valore economico complessivo.
In prima fila, si posiziona il gruppo cantieristico guidato da Pierroberto Folgiero che – nel primo semestre 2025 – ha traghettato in porto nuovi ordini per 14,7 miliardi, in crescita del 93%, pari al 96% del valore record registrato in tutto il 2024. Basta pensare che Fincantieri conta oggi 100 navi in portafoglio con consegne previste fino al 2036. Nel mondo Cruise, sono divenuti efficaci i contratti con Crystal Cruises per due unità di alta gamma, con Four Season Yachts per una seconda nave extralusso, Norwegian Cruise Line Holdings (NCLH) per quattro maxi-unità (commessa da circa 9 miliardi) e con Viking Cruises per quattro unità.
Nell’Offshore, con Vard, il gruppo ha chiuso nuovi contratti per due unità per il cliente Dong Fang Offshore che saranno a servizio di interventi di manutenzione e posa di cavi nei settori dell’eolico offshore. A luglio è stato poi firmato un nuovo contratto con l’organizzazione di ricerca statunitense InkFish per la progettazione e costruzione di una delle più avanzate navi da ricerca mai realizzate, per un valore dell’accordo che supera 200 milioni di euro. Infine, ad agosto l’intesa con North Star ha portato il più grande armatore-operatore del Regno Unito ad affidarsi al gruppo per la progettazione e costruzione di due Service Operation Vessels (SOV) ibride.
Bene anche gli ordini nel settore difesa. Fincantieri ha rafforzato il proprio ruolo strategico nel programma di rinnovamento e di rafforzamento della capacità operativa della flotta della Marina Militare italiana, grazie a due nuovi contratti. Guardando al futuro, sempre in ambito difesa, il gruppo di Folgiero è ben posizionato rispetto a diverse opportunità di export nel breve periodo: la gara indetta dalla Norvegia per la fornitura di 5 fregate classe Constellation, da 4 miliardi di euro dove Fincantieri partecipa attraverso la controllata Vard; e la partecipazione al progetto Orka, della Polonia, per l’acquisizione di 2 sommergibili di ultima generazione, da 2,4 miliardi di euro. In Grecia, poi, c’è dialogo aperto con Atene per la cessione delle prime due unità del programma Fremm (Fasan e Bergamini), con una trattativa già molto avanzata tra i due governi e le rispettive Marine, con la Marina Italiana che retrocederebbe le due fregate a Fincantieri la quale le cederebbe poi alla Grecia. Per questa operazione il parlamento greco aveva messo a budget circa 700 milioni di euro.
L’Arabia Saudita ha espresso inoltre la volontà di aggiungere 5 fregate alla propria flotta, anche se non ha ancora bandito una gara. In totale si tratterebbe di un affare da 5 miliardi di euro, che Fincantieri potrebbe realizzare grazie alla sua controllata araba, Fincantieri Arabia for Naval Services. Infine, Fincantieri si è già aggiudicata, in Indonesia, la fornitura di due Ppa, navi da combattimento multiruolo, per 1,8 miliardi di euro. Sempre l’Indonesia vorrebbe espandere la propria flotta di sommergibili, fino a 12 unità. Fincantieri potrebbe proporsi sempre con i suoi U212NFS di ultima generazione. Vale invece 1 miliardo di euro il progetto per la fornitura di una nave da supporto multiruolo alla Malesia. Qui la società di Folgiero ha già un accordo con Enra Energy Solutions, azienda locale per la manutenzione e la logistica.
Gli altri
Guardando agli altri player, Intermarine (Immsi) si è aggiudicata per il cantiere spezzino il bando del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto per la costruzione di una nuova unità navale polifunzionale d’altura. Il prezzo di aggiudicazione è stato di 9,99 milioni e la gara prevedeva l’opzione per altre 9 unità gemelle, fino a un importo complessivo di 130 milioni di euro. La prima nave dovrà essere consegnata entro l’ottobre 2027.
L’Italia si conferma poi il principale punto di riferimento globale per la produzione di super yacht (circa 8,4 miliardi di euro di fatturato nel 2024 con 32mila occupati e 4,5 miliardi di export), destinata a mantenere il proprio primato in un mercato che prevede incrementi del 6% l’anno. Tra i player troviamo Azimut-Benetti, Ferretti Group, Sanlorenzo, The Italian Sea Group e Overmarine, ma anche Baglietto, Cantiere del Pardo, Absolute, Crn, Mangusta Yachts.
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