Delfin si impegna a conferire tutte le sue azioni Mps nell’offerta pubblica di acquisto e scambio di Intesa Sanpaolo. La banca ha pubblicato, con il consenso della holding della famiglia Del Vecchio, la lettera che fissa le condizioni dell’adesione.
Le azioni dovranno essere conferite entro l’ultimo giorno di Borsa aperta prima della chiusura dell’offerta. L’impegno resta valido a condizione che l’operazione non decada e che non emergano eventi capaci di danneggiare in modo sostanziale l’offerta, le attività, i conti o i corsi azionari delle due banche. Delfin potrà scegliere una proposta concorrente, se presentata da terzi. Se questa non andasse a buon fine, per qualsiasi motivo, le azioni saranno considerate automaticamente conferite nell’offerta di Intesa, che dovrà provvedere agli adempimenti necessari.
L’accordo resterà valido anche in caso di ulteriori rilanci o modifiche dell’offerta. Verrà meno soltanto se il corrispettivo sarà ridotto al di fuori dei casi già previsti dal comunicato. La pubblicazione segue la decisione del consiglio di amministrazione di Delfin, che il 4 ottobre ha scelto di sostenere il progetto guidato da Carlo Messina. Intesa offre 1,6 azioni proprie e 1,25 euro in contanti per ogni titolo Mps. L’operazione, dal valore complessivo superiore a 31,4 miliardi di euro, porterebbe la holding a detenere quasi il 4% di Intesa e a incassare 665 milioni di euro.
Delfin è oggi il primo azionista del Monte. Nel consiglio della holding sarebbe emerso un ampio consenso sull’adesione, dopo le divisioni sulla strategia da seguire. Le principali riserve sarebbero state espresse nel corso del cda straordinario del 4 ottobre dal presidente Francesco Milleri e dal consigliere Mario Notari, favorevoli a confermare il sostegno a Luigi Lovaglio. Una posizione già sostenuta in aprile, quando un’assemblea tesa aveva rinnovato i vertici di Mps.
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