Quando in una società restano meno del 5% delle azioni in mani “scomode”, la conclusione è solo una: questione di tempi. È il caso di Hamburger Hafen und Logistik Ag, dove la municipalità di Amburgo e il colosso Msc di Gianluigi Aponte sono ormai pronte a prendersi tutto, accompagnando i soci di minoranza verso l’uscita e togliendo il titolo dalla Borsa.
L’operazione rappresenta l’epilogo del percorso avviato a fine 2024 con la creazione della joint venture Port of Hamburg Beteiligungsgesellschaft Se, nata dopo la cessione a Msc del 49,9% di Hhla. Con la quota pubblica saldamente nelle mani della città e quella industriale sotto il controllo del gruppo italo-ginevrino, agli azionisti di minoranza resta oggi una partecipazione residuale, inferiore al 5% del capitale e ormai priva di reale peso.
Secondo l’analisi di Alphaliner riportata da Seatrade Maritime, e ripresa dal sito Shipmag, il passo successivo sarà l’avvio di una procedura di squeeze-out, che obbligherà i piccoli azionisti a cedere le proprie azioni alla joint venture in cambio di un indennizzo in denaro. Una mossa che consentirà ai nuovi azionisti di riferimento di eliminare qualsiasi vincolo residuo nella governance della società. La compensazione sarà definita sulla base di una valutazione aziendale condotta dalla joint venture e sottoposta alla verifica di un revisore nominato dal tribunale. L’operazione dovrà passare dal voto dell’assemblea e dalla successiva registrazione nel registro delle imprese, ma si tratta di passaggi procedurali: una volta completato lo squeeze-out, Hhla non dovrà più fare i conti con l’approvazione dei soci di minoranza per le decisioni strategiche.
Nel frattempo, il colosso di Aponte muove anche sul porto di Trieste. Cinque grandi portacontainer di Msc sono attese nel porto tra gennaio e febbraio. La compagnia guidata da Aponte ha infatti programmato cinque toccate spot del servizio Dragon, una linea che normalmente, in Italia, fa scalo soltanto a Gioia Tauro e nei porti del Tirreno. Per ora, si tratta di scali tecnici ma se verranno trasformati in un appuntamento stabile, potrebbero spingere il rilancio di Trieste come porta diretta sull’Asia, dopo quasi un anno di assenza di collegamenti transoceanici regolari con Cina e Far East.
Di certo, il 2025 conferma come il controllo delle infrastrutture portuali sia diventato un elemento centrale della strategia dei grandi carrier, destinata a ridefinire gli equilibri competitivi dello shipping globale negli anni a venire. Con un occhio all’impatto delle variabili geopolitiche. E Aponte vuole essere al centro della scena.
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