Archiviato il tentativo di acquistare Warner Bros, Netflix ha trovato un’altra preda: ha infatti comprato InterPositive, la società fondata da Ben Affleck per sviluppare strumenti di intelligenza artificiale per la produzione cinematografica. L’importo dell’operazione è stato tenuto segreto.
L’acquisizione riguarda l’intero team di InterPositive, che entrerà direttamente all’interno dell’organizzazione di Netflix. Ben Affleck assumerà il ruolo di senior advisor, contribuendo allo sviluppo della strategia tecnologica della piattaforma nel campo della produzione audiovisiva.
Attori sulle barricate
Un tema “politicamente” molto delicato: nel 2023 gli attori hanno scioperato per chiedere di non usare l’IA per sostituirli nei film. Uno stop andato avanti a oltranza per 118 giorni finché non era stato raggiunto un accordo con gli studios.
Appello a Trump
Nel marzo 2025, gli attori si erano rivolti direttamente a Trump, chiedendogli di non ammorbidire le regole sul copyright come chiesto da Google e OpenAi, secondo cui dovrebbe essere consentito addestrare i propri sistemi su opere protette da copyright senza chiedere il permesso o compensare i titolari dei diritti. Fra gli aderenti alla petizione, molti grandi nomi fra cui Ben Stiller, Cate Blanchett, Ron Howard e Sam Mendes.
Voci brevettate
La questione è arrivata anche in Italia, con l’attore e doppiatore Luca Ward che ha depositato ufficialmente il proprio timbro vocale per proteggersi da eventuali repliche non autorizzate generate tramite intelligenza artificiale.
In India Anil Kapoor ha ottenuto una protezione completa dei propri diritti di personalità (nome, volto e voce) dall’Alta Corte di Delhi. Matthew McConaughey ha pubblicato clip video della sua immagine e del suono della sua voce presso l’American Intellectual Property Institute.
L’avatar
Scarlett Johansson nel 2023 ha fatto causa all’app AI Lisa per aver creato, senza il suo consenso un avatar IA a sua immagine per una pubblicità.
La posizione di Netflix
Secondo Netflix, però, InterPositive non verrà usata per sostituire registi e attori ma manterrà i filmmaker al centro del processo creativo. La società, nata a Los Angeles nel 2022, finora è rimasta in modalità stealth, ovvero non lavora su video creati dal nulla tramite prompt testuali ma come supporto a materiali già esistenti di una produzione.
Bela Bajaria, chief content officer di Netflix, ha detto: «Crediamo che i nuovi strumenti debbano ampliare la libertà creativa, non limitarla o sostituire il lavoro di sceneggiatori, registi, attori e troupe».
Il premio Oscar
Ben Affleck, ha assicurato: «Non si tratta di prompt testuali o di generare qualcosa dal nulla. Le persone, per lo più, pensano all’IA come a qualcosa che crea qualcosa dal nulla: “Scriverò qualcosa in un computer e lui mi darà un film”. Non è questo».
La concorrente Disney
D’altra parte, tutte le piattaforme streaming stanno esplorando le possibilità aperte dall’intelligenza artificiale. Recentemente Disney ha investito 1 miliardo in OpenAI e concesso in licenza 200 dei suoi personaggi (anche dei franchise Marvel, Pixar and Star Wars) alla piattaforma video generativa Sora.
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