Non è colosso multinazionale, ma una realtà italiana di dimensioni contenute. Eppure il suo nome risuona su scala globale: Powersoft. Nata nel 1995 in un garage alle porte di Firenze, oggi è una delle realtà più sofisticate al mondo nei sistemi di amplificazione audio. Le sue soluzioni sono utilizzate da artisti dal calibro di Andrea Bocelli, Taylor Swift, Madonna e The Rolling Stones, solo per citarne alcuni. E riecheggiano in location iconiche come l’Allianz Arena, la Sydney Opera House e la Sphere di Las Vegas. Una storia, che secondo gli analisti, è destinata ad alzare ancora di più il volume, fuori e dentro la Borsa.
Dal garage al palco globale
Powersoft è specializzata nella progettazione e produzione di tecnologie avanzate per l’audio professionale, tra amplificatori, componenti per altoparlanti e software. Il suo raggio d’azione è davvero ampio: va dai concerti, agli eventi live, come il Super Bowl, fino alle installazioni permanenti in musei e parchi divertimento, passando per sale di registrazioni e programmi televisivi. Non si tratta però solo di intrattenimento, perché la sua strumentazione è presente anche in ristoranti di fascia alta, hotel, navi da crociera, automotive (collabora con Ferrari) e residenze private, costruendo un portafoglio clienti estremamente diversificato. Anche a livello geografico. Oltre il 90% dei ricavi proviene infatti dall’estero, con una presenza in circa 140 paesi. Gli Stati Uniti rappresentano un mercato chiave, servito attraverso una controllata dedicata, mentre Asia ed Europa completano una rete commerciale capillare. Una offerta e una presenza così diversificate da rendere il suo modello di business resiliente rispetto a shock specifici di mercato.
L’innovazione come amplificatore
Accanto alla presenza globale, un importante amplificatore della crescita è l’innovazione. L’azienda toscana detiene già decine di brevetti ma ogni anno investe circa il 5% dei ricavi in ricerca e sviluppo (solo nel 2025 circa 4,7 milioni). Quasi un quarto dei dipendenti è impegnato in attività di R&D, un dato elevato per una società di queste dimensioni. A questo si aggiunge Ideofarm, l’incubatore interno creato proprio per alimentare nuove iniziative e mettere a punto nuovi progetti.
Fondamentali intonati
Dal punto di vista finanziario, il 2025 ha segnato un’accelerazione. I ricavi hanno raggiunto i 94,4 milioni di euro, segnando una crescita di oltre il 30%, mentre l’Ebitda rettificato (cioè escluse le poste straordinarie) è salito a 27 milioni, confermando una buona qualità della redditività operativa. L’utile netto, pari a 9,9 milioni, ha registrato invece una flessione rispetto all’anno precedente, unica nota stonata che riflette però gli oneri straordinari derivanti dall’acquisizione di K-Array, realtà specializzata in diffusori ad alte prestazioni, la cui integrazione si completerà nel corso di quest’anno iniziando a generare benefici e sinergie industriali. «Questa operazione ha rafforzato il posizionamento di Powersoft come fornitore di soluzioni audio complete piuttosto che di singoli componenti», sottolineano gli analisti di Intermonte, applaudendo all’operazione.
Le prospettive del settore appaiono favorevoli tra crescita delle esperienze immersive, sviluppo di infrastrutture audio avanzate e digitalizzazione degli spazi fisici. Si prevede che il mercato dell’audio-video professionale crescerà a un tasso medio annuo del 3,9% circa fino al 2030 compreso (secondo stime Avixa), mentre i segmenti degli amplificatori professionali dovrebbero espandersi a un tasso medio annuo più elevato, pari a circa il 5% (Futuresource).
In questo contesto, gli analisti prevedono per Powersoft una crescita dei ricavi fino a circa 124–128 milioni di euro entro il 2028, accompagnata da margini operativi solidi, con un Ebitda atteso tra 35 e 37 milioni, grazie al mix di prodotti e alle sinergie derivanti dall’integrazione di K-Array.
Il titolo a Piazza Affari
Anche in Borsa il percorso finora è stato positivo. Quotata dal 2018 su Euronext Growth Milan, con un prezzo di collocamento di 3,60 euro, l’azione oggi scambia in area 18 euro, registrando un progresso significativo nel tempo e un incremento di circa il 17% solo nell’ultimo anno. La minore liquidità che accomuna le piccole quotate di Piazza Affari non impedisce la possibile traiettoria di crescita.
Le valutazioni degli analisti restano infatti costruttive e indicano ulteriori margini di apprezzamento. Intermonte ha proprio di recente avviato la copertura sul titolo con una raccomandazione di acquisto (rating buy) e un target price a 23 euro. «Il gruppo – spiega la sim milanese – è in una posizione ideale per sfruttare le tendenze settoriali favorevoli, grazie ai continui investimenti in ricerca e sviluppo e ulteriormente rafforzato dalla dimensione raggiunta con l’integrazione di K-array».
Anche gli analisti di Alantra vedono in Powersoft una storia interessante di crescita organica. Da qui un giudizio buy e un target di prezzo fissato a 21 euro, riflettendo l’attuale quotazione a livello modesto e il potenziale di rialzo tangibile.
Naturalmente, non mancano i rischi. Il contesto geopolitico rimane complesso e potrebbe incidere sulla domanda globale, mentre eventuali novità sui dazi Usa rappresentano un’incognita. A ciò si aggiunge la pressione competitiva globale in un settore dove l’innovazione è continua e la necessità di integrare efficacemente K-Array senza compromettere i margini.
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