Oltre alle note, le banconote. Il Festival di Sanremo 2026, in scena da martedì 24 a sabato 28 febbraio prossimi al Teatro Ariston, non è solo lo spettacolo canoro più nazionalpopolare d’Italia. È anche una macchina da soldi che macina ascolti da record, ricavi pubblicitari e margini, consolidando il suo ruolo di grande evento tv. Una sorta di Super Bowl in salsa tricolore
Ricavi pubblicitari in crescita
Dopo i 65,3 milioni di euro raccolti con la pubblicità nell’edizione 2025, il Festival targato Carlo Conti bis si avvia a superare questa cifra. La proiezione per il 2026 porta la raccolta pubblicitaria intorno ai 75 milioni di euro, grazie all’aumento degli ascolti e alla naturale crescita dei listini pubblicitari.
Il Festival del resto continua a fermare il Paese davanti allo schermo: nel 2025 la kermesse ha fatto registrare una media di 12,5 milioni di spettatori a sera, arrivando a coinvolgere complessivamente oltre 38 milioni di italiani. Più di un abitante su due.
Quanto costa Sanremo
Organizzare la settimana televisiva più complessa d’Italia comporta una macchina produttiva enorme: produzione televisiva, scenografie, personale, logistica, sicurezza e affitto del Teatro Ariston. Eppure, i costi restano tutto sommato contenuti, stimati intorno ai 21–22 milioni di euro, leggermente in aumento rispetto ai circa 20 milioni della scorsa edizione.
Margini record
Il conto è semplice: con 75 milioni di ricavi pubblicitari e poco più di 20 milioni di costi, alla Rai restano oltre 50 milioni di margine lordo. Sanremo non solo si paga da solo, ma diventa un sostegno fondamentale al bilancio della tv pubblica, senza gravare sul canone dei contribuenti.
Sanremo motore dell’economia reale
Il Festival genera effetti che vanno ben oltre il piccolo schermo. Secondo l’ultima analisi EY-Parthenon, l’edizione 2026 produce oltre 252 milioni di euro di valore della produzione complessiva, quasi 96 milioni di Pil e più di 1.300 posti di lavoro equivalenti, tra addetti diretti e flussi di spettatori che animano hotel, ristoranti, trasporti e servizi per tutta la settimana.
Dietro le canzoni, le classifiche e le polemiche, Sanremo resta un unicum nel mercato televisivo italiano: si paga da solo, produce utili significativi per la Rai e alimenta l’economia reale. È l’ultimo grande evento generalista capace di concentrare l’attenzione del Paese e trasformarla in valore economico concreto.
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