Popoli anestetizzati e popoli formati per obbedire. Giovani incoraggiati allo studio e all’ambizione e adolescenti tenuti sotto la morfina dell’algoritmo, privati dei sogni e dell’idea di futuro. Schiavi di un telefono, da cui non riescono a smettere di scrollare immondizia. Un nuovo tipo di guerra si è infilato tra i circuiti dei nostri smartphone e l’offensiva arriva dritta da una delle società più potenti della Repubblica Popolare Cinese: ByteDance, la madre di TikTok.
Commissione Ue
Risale al 6 febbraio la notizia che la Commissione europea ha contestato in via preliminare a TikTok la violazione del regolamento europeo sui servizi digitali, il Digital Services Act. L’accusa è che il design del social, cioè il modo in cui l’app è progettata, crei dipendenza negli utenti, specialmente se minori.
Nel secondo trimestre del 2025 ByteDance ha registrato ricavi per circa 48 miliardi di dollari (fonti Reuters), superando così i 47,5 miliardi dichiarati da Meta nello stesso periodo. Questo sorpasso trimestrale rende ByteDance la più grande azienda di social media al mondo per fatturato. La crescita è stata in gran parte determinata dalla sua espansione internazionale. In Cina, infatti, l’app si chiama Douyin e presenta caratteristiche molto diverse dalla sua versione occidentale. L’accusa che Bruxelles rivolge all’azienda è quella di aver consapevolmente ignorato i rischi per la salute fisica e mentale degli utenti, causati da tre differenti meccanismi propri del metodo di fruizione di TikTok. Il primo è lo scrolling infinito dei contenuti: sulla piattaforma la tendenza comune è quella di rimbalzare di contenuto in contenuto, finendo per ingoiare decine di video nel giro di qualche minuto. Il secondo è il sistema di raccomandazioni, che induce alla reiterazione di comportamenti compulsivi assimilabili alla dipendenza. Il terzo sono le notifiche incessanti che l’applicazione invia al dispositivo per invogliare la persona a buttare altre ore della sua vita dentro lo schermo.
Se le accuse fossero confermate, TikTok rischierebbe una sanzione fino al 6% del suo fatturato globale. L’azienda ha respinto le accuse, giustificandola propria condotta con tutte le funzioni introdotte nel corso del tempo per tutelare la sicurezza dei minori come il limite automatico di 60 minuti, il collegamento familiare per il controllo genitoriale della piattaforma, o lo stop alle notifiche notturne. Tutti blocchi aggirabili facilmente.
Design
L’interfaccia della piattaforma induce la persona a scrollare all’infinito, in un loop che la trascina fuori dal tempo. L’algoritmo infatti propone i contenuti non su base temporale – non vengono mostrati quelli più recenti – ma sulla base delle preferenze personali. L’individuo scivola senza accorgersene in un mondo parallelo, in cui tutte le sue ansie, le paure e le sue fascinazioni gli si presentano alla coscienza in modo ripetuto e costante, provocandogli continue scariche di adrenalina. Per questo motivo a un adolescente con la fissazione per il proprio peso verranno proposti solo video su diete e metodi per dimagrire. Questo è quanto dimostra una serie di video desecretati nel 2025 da un giudice di un tribunale della Carolina del Nord, pubblicati da CBS News. In questi video si vedono dipendenti o consulenti interni all’azienda che esprimono preoccupazione per le conseguenze che l’algoritmo potrebbe avere sulla popolazione. Sono proprio i dipendenti a svelare il potente meccanismo di questa nuova droga: bastano 35 minuti per agganciare l’utente e farlo scivolare nel circolo della dipendenza da scrolling.
L’algoritmo, infatti, è pensato per funzionare esattamente come una slot machine: quando inizi non riesci più a smettere e perdi la percezione del tempo passato, della vita buttata e dell’adolescenza subita dietro allo schermo.
I dipendenti
«Ovviamente volevamo che le persone trascorressero più tempo possibile su TikTok, il che può essere in contrasto con ciò che è meglio per la salute mentale», viene spiegato dai dipendenti nei video. «Prendiamo ad esempio i disturbi alimentari. Più l’utente cerca informazioni su fitness o dieta, più si concentra sul dimagrimento e ben presto l’intero feed “Per te” di questo utente si limita a parlare di disturbi alimentari di cui i suoi coetanei discutono, senza alcuna possibilità di uscire da quella bolla». Brett Peters, responsabile globale della creator advocacy e della reputazione di TikTok, spiega in una clip che l’obiettivo della piattaforma è produrre una tale varietà di contenuti che «non si voglia mai lasciare» l’app.
I ricavi che ByteDance macina all’estero sono circa il 25% del fatturato. E in Cina? In Cina l’app è completamente diversa e persegue tutt’altri scopi rispetto alla versione che viene somministrata ai nostri bambini e adolescenti. Douyin è profondamente diversa dalla piattaforma che domina il mercato occidentale e cattura l’attenzione di molti adolescenti. In Cina, i contenuti maggiormente promossi sono quelli patriottici, motivazionali ed educativi, con forte attenzione a scienza, formazione universitaria e divulgazione. Per gli utenti sotto i 14 anni, inoltre, è previsto un limite di utilizzo di 40 minuti al giorno.
Viralità
Nella versione occidentale, al contrario, l’algoritmo privilegia soprattutto la viralità: vengono quindi spinti più facilmente contenuti leggeri e immediati, come balletti, sketch superficiali o linguaggi volutamente provocatori, pensati per un consumo rapido e con uno sforzo cognitivo minimo. L’intrattenimento risultante è spesso progettato per una fruizione passiva, quasi automatica. Douyin si presenta invece molto più vicino a una piattaforma di informazione e formazione. Le due applicazioni condividono una base tecnologica comune ma il funzionamento concreto degli algoritmi diverge: la versione occidentale segue principalmente gusti e preferenze individuali, che tendono naturalmente verso contenuti semplici e divertenti. Mentre quella cinese orienta in misura maggiore la distribuzione verso materiali scientifici, tecnici, educativi e verso narrazioni storiche e identitarie del Paese.
Il 95 per cento degli americani tra i 13 e i 17 anni possiede uno smartphone, circa la metà resta connessa per gran parte della giornata – e spesso anche della notte – soprattutto su TikTok. Il 51 per cento dichiara di usare i social per più di quattro ore al giorno. Non va molto meglio tra i più piccoli: è presente sui social la metà dei bambini tra i 10 e i 12 anni, mentre nella fascia tra i 7 e i 9 anni la quota scende ma resta significativa, al 32 per cento.
Secondo il report Digital 2025 di We Are Social, in Italia il 90% della popolazione è connessa online mediamente 6 ore al giorno. Tik Tok è la piattaforma su cui le persone trascorrono più tempo: mediamente 30 ore al mese. Proprio il social di ByteDance cresce più di tutti per utilizzo nel 2025, arrivando al 44% del totale. Problemi simili erano emersi anche in Cina con Douyin, per questo la madre patria è corsa ai ripari, a differenza di quanto fatto in Occidente. Per gli utenti cinesi sotto i 14 anni, autenticati con nome reale, l’accesso è limitato alla fascia oraria tra le 22 e le 6, mentre i minori di 18 anni devono ottenere il consenso di un tutore legale. È anche così che si combatte una competizione globale: logorando mentalmente gli avversari. Trasformando i ragazzi dei concorrenti in consumatori passivi di contenuti vuoti, progressivamente assuefatti al flusso incessante di intrattenimento senza sostanza che scorre ogni giorno sui loro schermi tascabili.
Leggi anche:
- TikTok si ispira al Postalmarket e punta tutto sulle televendite
- Instagram, Facebook, YouTube e TikTok accusate di creare dipendenza nei minori
© Riproduzione riservata