Da simbolo dell’eccellenza digitale italiana a campo di battaglia minato di crisi e ristrutturazioni, Yoox entra in una nuova fase. Recentemente il gruppo ha disposto la scissione delle attività: da un lato Mytheresa, con tutto il comparto del lusso e dall’altro Yoox, focalizzata sull’off-price, il segmento dedicato alla scontistica. Una divisione netta quindi tra le attività rivolte a una platea alto-spendente, che sono state scorporate e assegnate a Mytheresa e Yoox che mantiene il segmento outlet, basato sulla vendita di prodotti di marca a prezzo ridotto.
Una razionalizzazione che mira a chiarire il posizionamento sul mercato ma che toglie il sonno ai lavoratori. Il timore infatti è che il gruppo abbia separato il business buono, quello del lusso, da uno in perdita: quello outlet. Sul fronte occupazionale, i posti inizialmente a rischio superavano le 200 unità tra Bologna e Milano. Dopo mesi di trattative, il numero è sceso a circa 145 esuberi volontari. A livello globale si parla di 700 tagli.
La storia
Fondata da Federico Marchetti, Yoox è stata una delle prime piattaforme globali dell’e-commerce di moda. Un laboratorio digitale nato prima degli altri, cresciuto insieme al boom dell’online. Poi il cambio di stagione: Yoox è stata fusa con Net-a-Porter nel 2015 e acquisita nel 2018 dal gruppo svizzero Richemont, per poi passare nel 2024 sotto il controllo del concorrente tedesco MyTheresa, entrando nel gruppo LuxExperience. LuxExperience è la holding che riunisce Mytheresa, Yoox, Net-a-Porter e Mr Porter. L’obiettivo prefissato sotto la guida del ceo Michael Kliger è risanare un modello che negli anni ha accumulato perdite molto pesanti e che ancora non se la passa bene. Nel secondo trimestre dell’esercizio 2026 LuxExperience registra ricavi per 645,1 milioni di euro, in crescita dell’1,1% su base annua, e torna a un Ebidta rettificato positivo di 13,2 milioni, pari a un margine del 2%.

La ripresa, però, è disomogenea tra i segmenti. Il tasto dolente continua a essere proprio Yoox: i ricavi si fermano a 125,3 milioni, in calo del 7,3%, mentre la redditività resta negativa, con un Ebitda rettificato di -7,5 milioni e un margine Ebitda rettificato del -6,0%, seppur in miglioramento rispetto al trimestre precedente. Il profilo disegnato dai numeri è quello di un gruppo tornato a una redditività operativa grazie al contenimento dei costi e alla spinta di Mytheresa, ma ancora appesantito dal segmento off-price, dove la traiettoria di recupero rimane dubbia.
Fragilità
Adesso è il momento di una nuova strategia, che divide in due i settori ma Yoox resta sul lato più fragile, quello più esposto alla concorrenza e meno redditizio. I timori dei lavoratori incontrano il sospetto che si voglia creare una scissione netta tra una macchina che funziona e una che continua a perdere pezzi, per investire nel lusso e alleggerire la presa sul resto. «Abbiamo posto questi temi all’azienda ma ci hanno risposto che non c’è alcuna intenzione di lasciare indietro la parte relativa a Yoox. Noi non siamo comunque tranquilli. Pur avendo dei risultati inferiori non è detto che il comparto di scontistica non possa avere una ripresa con i giusti investimenti» spiega Roberto Brambilla rappresentante Filcams Cgil.
L’azienda ufficialmente ha annunciato un piano triennale di rilancio di Yoox, molti investimenti sulla piattaforma e sul comparto IT. E in effetti – da quello che questo giornale ha potuto ricostruire – i magazzini sono pieni. Qualcosa nel concreto si è mosso, gli stock sono aumentati e il lavoro c’è. Ma si rannuvola qualche perplessità sulle reali intenzioni della dirigenza.
Il tesoretto
Yoox, d’altra parte, ha un peso non indifferente nel patrimonio aziendale: è una miniera. La piattaforma è online da oltre vent’anni e ha accumulato una massa enorme di informazioni sui clienti: cosa comprano, quando, come cambiano nel tempo, come reagiscono agli sconti. Un patrimonio che vale perché consente profilazione e pubblicità mirata.
Il tesoretto di dati che la piattaforma può offrire a Mytheresa e alle vendite nel segmento di fascia alta è un asset importante a livello di competizione con le sempre più numerose e agguerrite piattaforme di e-commerce. Per questo motivo, l’altro sospetto insinuatosi tra chi rischia il posto di lavoro è che il vero interesse di MyTheresa fosse proprio quel tesoretto, non tanto il business di Yoox. Tutto questo al netto del fatto che anche l’infrastruttura e la logistica che caratterizzano il marchio creato da Marchetti hanno una rilevanza. In ogni caso, l’azienda in questa fase punta molto sul rebranding e sul rilancio della piattaforma. Come riferito a questo giornale da alcune fonti, per quest’anno il budget dedicato agli acquisti è stato molto superiore rispetto agli anni precedenti.
Mobilitazione collettiva
Recentemente il ceo di Yoox, Mirko Nobili, ha rilasciato un’intervista a in cui affermava che il cuore del business della piattaforma rimarrà la scontistica, ma verrà dotata di una nuova identità visiva grazie anche a una nuova campagna di comunicazioni, con miglioramenti al sito web e all’app per accrescere la visibilità. «Il confronto con l’azienda adesso è costante, sostenuto sia dai lavoratori sia dai rappresentanti sindacali.
La mobilitazione collettiva ha avuto un ruolo decisivo nel raggiungimento dei risultati ottenuti» spiega Brambilla. C’è quindi un tentativo di rilancio e la speranza è che venga fatto per rendere Yoox nuovamente profittevole.
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